Torta senza glutine con susine uva e ricotta e La torre degli animali

Torta senza glutine con susine uva e ricotta

La torta senza glutine che vi presento oggi per me è stata una vera sorpresa, non mi sarei proprio aspettata un sapore così particolare ed una consistenza così cremosa. È un dolce fatto con la frutta e come tutti i dolci di frutta a me piacciono in modo particolare, ma non avevo mai pensato di unire le susine con l’uva e, mi sono dovuta ricredere, davvero gustoso e buono, insomma è da fare e rifare!
L’unione delle farine, la ricotta vaccina e la frutta hanno dato un gusto davvero particolare, sembrava quasi di mangiare un dolce alle castagne, dalla consistenza soda ma allo stesso tempo cremosa, provatelo e poi ditemi cosa ne pensate!!

Questo dolce non contiene né burro né olio, ma noi non ne abbiamo sentito la mancanza!

Come potete vedere dalla foto (ne manca la metà), non avevo preventivato di pubblicare questa ricetta, ma è stata una tale sorpresa questa torta che non ho potuto esimermi dal farlo 😉

 

Lista della spesa

  • 270 g di fecola di patate
  • 50 g di mix di farina senza glutine
  • 3 uova – io biologiche
  • 1 bustina di lievito
  • 150 g di zucchero + lo zucchero per lo stampo
  • 200 g di ricotta vaccina
  • 20 ml di latte – io parzialmente scremato
  • 6 susine mature
  • 1 grappoletto d’uva rosata – io senza semi

Attenzione, il latte serve solo per amalgamare bene gli ingredienti,  se per necessità se ne aggiungerne altro, ricordarsi che i tempi di cottura si allungano. In genere nei dolci senza glutine, ho notato che i liquidi non devono avere grandissime quantità.

 

Cuciniamo

  1. Mondare e lavare le susine e tagliarle a cubetti.
  2. Lavare e sgranare il grappolo d’uva, io avendo usato uva senza semi, ho lasciato gli acini interi.
  3. Inserire nella ciotola dell’impastatrice tutti gli ingredienti, eccetto lo zucchero per lo stampo.
  4. Nel frattempo accendere il forno e portarlo a 180° in modalità statica.
  5. Montare gli ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo e cremoso.
  6. In uno stampo di silicone versare sul fondo dello zucchero (se si usa uno stampo tradizionale ricordarsi prima di spolverizzare con lo zucchero di imburrarlo), quindi trasferire l’impasto nello stampo, livellarlo ed informare.
  7. Cuocere per 45 minuti, quindi fare la prova stecchino, se lo stecchino è asciutto sfornare e quando il dolce è freddo sformarlo, lasciando il fondo caramellato in superficie.
  8. Servire freddo.

A richiesta torna la rubrica Una ricetta per un gioco, mi fa molto piacere che questa rubrica sia stata apprezzata tanto che alcuni affezionati lettori ( che mi stanno dando per dispersa), mi hanno richiesto altri abbinamenti fra ricette di cucina e giochi da tavolo. Qui trovate le altre ricette abbinate ai giochi da tavolo

… Dopo cena, si gioca!

Immagine dal web

La torre degli animali editore Haba, è uno dei giochi che più mi piace giocare con i bambini, perché è veloce, di immediata comprensione e soprattutto è divertentissimo, davvero è per tutta la famiglia. A volte ho la sensazione che proprio noi adulti ci divertiamo di più a giocare con questi animali di legno, ma è solo una sensazione dovuta al mio divertimento personale 😀

Il fatto che sia un gioco orientato al mondo dei bambini non vieta assolutamente di giocarlo fra adulti, il divertimento è davvero assicurato!!

Il sito Haba recita: Gli animali vogliono mostrare la loro abilità: la grande piramide! Chi sarà in grado di porre il pinguino sul coccodrillo, la pecora sul pinguino, il serpente sulla pecora, il tucano… 

Nella scatola del gioco oltre alle istruzioni ci sono 29 animali di legno ed 1 dado con i simboli,  Età dai 4 ai 99 anni, il materiale è uno di quelli che preferisco in assoluto per i giochi dei bambini, infatti sia gli animali che il dado sono legno. Ma attenzione non è adatto a bambini di età inferiore a 3 anni. Piccole parti. Rischio di soffocamento.

È un gioco di abilità il cui scopo è impilare gli animali di legno e costruire un piramide il più alta possibile, senza far

Immagine dal web

cadere nessuno degli animali. Mentre il dado determina la scelta dell’animale che dovrà impilare un avversario oppure la cessione di un animale ad altro avversario ed altre piccole, ma divertentissime “difficoltà”

Insomma il divertimento è assicurato, fra risate e torri di animali che prima crescono e poi franano per un nonnulla 😀 😀 😀
Il gioco ha una fascia di costo sui € 20,00.
Non mi resta che dirti Buon Appetito e Buon Gioco!!
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Una ricetta per un gioco: Pan di Spezie a modo mio ed Imhotep

Pan di spezie a modo mio
Pan di spezie a modo mio

Terza ricetta abbinata ad un gioco da tavolo, oggi parliamo di Pan di spezie e di Imhotep 😀 😉

Il pan di spezie o pan speziato è la versione italiana del tradizionale dolce francese, precisamente alsaziano, il famoso Pain d’épices.

Esistono moltissime ricette di questo dolce in Francia, pensa che in Alsazia hanno realizzato addirittura il Museo del Pan di spezie, caratteristica del museo è  che trova spazio in un vecchio granaio del 1756. 😀. In questo museo sono raccolti oggetti dedicati sia all’arte tipica dell’Alsazia, che in particolare oggetti riservati alla fabbricazione di questo dolce; in totale hanno più di 10.000 oggetti. 😀

Nonostante questa premessa, questo è un pan di spezie a modo mio. 😀  In questa ricetta infatti ho racchiuso tutti sapori che mi fanno pensare ad un pane dolce speziato. 😉 🙂 😀

 

Lista della spesa

  • 240 g di farina – io Manitoba tipo 0
  • 2 uova – io biologiche
  • 100 g di miele – io millefiori
  • 40 g di zucchero
  • 100 g di latte – io scremato
  • 1 bustina di lievito per dolci – io non vanigliato
  • 3 g di cannella
  • Mix di spezie a piacere: chiodi di garofano, noce moscata, anice, pepe, zenzero  –  io 1/2 cucchiaino da caffè raso di Drogapura della Cannamela
  • 100 g di ciliegine candite – io verdi, gialle e rosse

 

Cuciniamo

  1. In un contenitore versare tutti gli ingredienti tranne le ciliegine candite, amalgamare tutti gli ingredienti con una frusta finché non si ottiene un composto liscio ed omogeneo.
  2. Aggiungere al composto le ciliegine candite tagliate in 4 ed amalgamarle all’impasto.
  3. Trasferire il composto in uno stampo per plumcake, imburrato, io ho usato uno stampo in silicone.
  4. Accendere il forno e portarlo a 170° in modalità statica, infornare lo stampo e cuocere per 30 -40 minuti, prima di sfornare fare la prova stecchino.
  5. Servire dopo averlo fatto freddare.

 

… Dopo cena, si gioca!

Foto di Violet Cristina Piras

Questo gioco in particolare vede una joint venture ( se così si può dire 😀 ) fra GASGDT  e Violet Cristina Piras, Furio Caimano lo racconta  e spiega, Violet Cristina Piras lo ha ripreso e pubblicato sul suo canale YouTube ed io??!?!! Beh io,  lo abbino ad una ricetta! 😉 😀 🙂

Imhotep, il personaggio storico a cui è dedicato questo gioco,  visse nel corso della III dinastia, nacque a Menfi, 31 maggio 2980 a.C. e morì il 1º luglio 2900 a.C. Fu architetto, medico e astronomo.
Imhotep fu un architetto di primo rango ed è a lui che è attribuita l’ideazione della piramide a gradini di Saqqara conosciuta come piramide di Zoser.

Con il gioco Imhotep edito da Giochi Uniti ci immergiamo totalmente nel mondo dell’architettura egizia, collezionando statue e costruendo piramidi, tombe, muri di templi e obelischi… perché quando il faraone ordina noi costruiamo!! Eh si, in effetti mai come in questo gioco ci si rende conto che gli antichi egizi vivevano nell’attesa di morire. 😀

Il gioco è per 2-4 giocatori, viene dato per 40 minuti, ma a mio modestissimo avviso, la durata del tempo dipende dalla bravura dei giocatori nell’intralciare la strategia di gioco degli avversari. È un gioco molto legnativo, la mia personale espressione preferita per definire quei giochi in cui l’interazione fra i giocatori è molto alta.

Imhotep è un gioco decisamente immersivo, poiché il background (ossia l’ambientazione come la chiamano quelli che di giochi ci capiscono) e la composizione del tabellone risulta molto evocativo. Inoltre ciò che piace moltissimo a tutti coloro con cui abbiamo giocato sono i materiali. I GRANDI cubi di legno, sono la dotazione di ogni giocatore, con le dimensioni richiamano i grandi blocchi di pietra delle opere egizie; mentre nei colori rappresentano i quattro materiali più utilizzati dagli egiziani: il marmo, il granito, l’argilla e l’ebano. Il tabellone è costituito da 5 piccole plance, che corrispondono ai luoghi di costruzione o siti, dove ogni giocatore piazza i cubi per totalizzare i punti vittoria. Ogni plancia sito ha due facce: il lato A più intuitivo è consigliato per chi ha meno dimestichezza col gioco e il lato B più “competitivo” indicato per chi già giocato.

Il gioco si svolge nei seguenti luoghi di costruzione/siti

  • Il Mercato offre: Carte rosse da giocare immediatamente, consentono una doppia azione. Carte blu offrono un’azione speciale durante il proprio turno, da giocare nel turno successivo a quello in cui si acquisiscono. Carte viola ossia le statue che concorrono a fare i punti vittoria, a fine partita si ottengono dei punti esponenziali a seconda di quante statue si sono acquisiste al mercato. Carte verdi moltiplicatori di punti a seconda della combinazione ottenuta a fine gioco.
  • La Piramide consente di ottenere immediatamente punti quando si posizionano le pietre per costruire fisicamente la piramide. I punti sono segnati direttamente sulla tabellone piramide, e la loro assegnazione non è affatto scontata.
  • Il Tempio si sviluppa sia in lunghezza che in altezza, si costruisce un vero e proprio muro, permette di ottenere punti alla fine di ogni turno di gioco a seconda di come sono posizionati i blocchi.
  • La Tomba si posizionano i cubi sugli spazi appositi, si ottengono punti solo per i gruppi più grandi di pietre adiacenti dello stesso colore. I punti si conteggiano solo a fine partita.
  • Gli Obelischi danno punti in modo progressivo rispetto all’altezza di ciascuno di loro, più pietre ci sono nella pila più punti si ottengono, anche in questo caso i punti si conteggiano a fine partita.
Foto di Violet Cristina Piras
Foto di Violet Cristina Piras

Il setup è costituito dai cinque luoghi di costruzione, la plancia segnapunti, il mazzo delle carte mercato e quello delle carte round e gli otto segnalini nave. Il gioco si svolge in 6 turni. Per iniziare il gioco si assegna la riserva dei cubi in base all’ordine di gioco nel turno, al primo giocatore 2 cubi, al secondo 3 cubi, al terzo 4 cubi ed al quarto 5 cubi, il resto dei cubi di ogni giocatore forma la cava.

In ogni round vengono pescate quattro carte dal mazzo mercato e disposte negli spazi del tabellone mercato. Successivamente si pesca la carta Round ed in base alle navi ed alle rispettive dimensioni rappresentate sulla carta, si dispongono i corrispondenti segnalini imbarcazione, sui quali verranno disposti i cubi di ogni giocatore nella posizione che il giocatore di turno preferisce e trova libera. Quando la barca approda al sito i cubi sbarcano in ordine da prua a poppa, tenendo ben presente che mai come in Imhotep il primo che arriva non sempre ben alloggia. 😀 😉

Il round termina quando tutte le navi sono approdate ai siti di costruzione o al mercato, indipendentemente se l’imbarcazione può concorrere all’ottenimento dei punti ed anche se non si hanno cubetti del proprio colore sulla stessa. Si conteggiano i punti tempio e poi si prepara il tavolo per il turno successivo.

Ogni giocatore nel proprio turno di gioco può effettuare le seguenti azioni: spostare cubetti dalla cava alla riserva ( come diciamo noi rimpinguare la riserva ) massimo 3 cubetti, caricare 1 cubetto su una barca, condurre una barca a un monumento o al mercato, giocare una carta azione.

Al termine dei 6 round si effettua il conteggio finale dei punti che decreta il vincitore.

Noi abbiamo fatto varie partite a questo gioco, le strategie di gioco variano con lo stile di gioco personale. Se vogliamo trovare dei lati negativi… direi che il prezzo è un po’ eccessivo e se vogliamo proprio guardare il pelo nell’uovo la scatola, visto il contenuto, poteva essere di dimensioni più ridotte, per il resto è un gioco che merita e che mi piace molto, nonostante io non sia affatto un’amante dell’ambientazione egizia. 😉

Beh io credo di averti detto tutto, se ho dimenticato qualcosa… sai c’è sempre il regolamento nella scatola 😉

Non mi resta che dirti Buon Appetito e Buon Gioco!!

La Pavlova con Nutella ed amaretti e Vudù

Torta Pavlova con Nutella ed amaretti
Torta Pavlova con Nutella ed amaretti

Ed ecco la seconda ricetta abbinata ad un gioco da tavola, per la rubrica una ricetta per un gioco.

Questa versione della torta Pavlova con Nutella ed amaretti è veramente molto buona, nonostante risulti per gusto ed aspetto completamente differente dall’originale, non ha nulla da invidiare alla versione classica della torta Pavlova con frutti di bosco, qui trovi la mia ricetta.  Questa torta Pavlova ha una meringa al cacao, la panna è arricchita con la Nutella e gli amaretti danno una marcia in più al gusto.

La prima volta che mi sono avvicinata alla torta Pavlova ero molto titubante, non pensavo proprio di essere in grado di riuscire a vincere la sfida con questo dolce. Pensavo che la meringa fosse difficilissima da preparare, è un dolce che necessita di basse temperature e molto tempo per cuocere (più corretto dire asciugare). La cosa più complessa,in realtà, è mantenere candido il colore delle meringhe. Se t’interessa saperne di più sulle meringhe qui trovi la ricetta e i trucchi ed i miei segreti per prepararle senza averne timore 😀 .

Per chi ancora non si sentisse all’altezza, niente paura, la meringa al cacao viene in aiuto di tutti cuochi provetti e non!! L’aiuto viene dall’aggiunta del cacao al composto delle meringhe, grazie a questo ingrediente infatti si supera facilmente la paura di non riuscire a fare meringhe candide come le nuvole.

La torta Pavlova al cioccolato con Nutella ed amaretti è perfetta per le feste di compleanno o nelle cene con molte persone. La sua preparazione è veloce e nel tempo in cui la meringa è in forno ad asciugare e poi si fredda, si ha tutto il tempo per seguire il resto del menù della serata… cosa che io personalmente apprezzo parecchio 😛

 

Lista della spesa

  • 4 albumi – io biologici
  • 100 g di zucchero a velo setacciato
  • 120 + 30 g di zucchero semolato setacciato
  • 15 g di cacao amaro setacciato – io biologico
  • 1 pizzico di sale – io sale dolce di Cervia
  • 500 ml di panna fresca
  • 3 cucchiai colmi di Nutella
  • 7 + 3 amaretti
  • 30 g di cioccolato fondente al 72%

 

Cuciniamo

  1. Versare gli albumi (facendo attenzione che non ci siano tracce di tuorlo) con un pizzico di sale in una ciotola resistente al calore (io ho utilizzato quella in acciaio inox della planetaria) e scaldateli a bagnomaria per 2-3 minuti.
  2. Poi montarli con la planetaria unendo 110 g dello zucchero (semolato ed a velo), dopo circa 5 minuti aggiungere gli altri 110 g di zucchero (semolato ed a velo) e il cacao amaro un cucchiaio alla volta. Montate la meringa per altri 10 minuti, fino a ottenere un composto lucido e molto sodo.
  3. Preriscaldate il forno a 150°.
  4. Disporre la meringa su una teglia rivestita con carta da forno creando un guscio concavo di circa 16-18 cm di diametro.
  5. Cuocere la meringa in forno per circa un’ora e lasciarla raffreddare nel forno con lo sportello semiaperto.
  6. Quando la meringa si sarà freddata, montare con la planetaria la panna con i 30 g di zucchero fino a che risulta ben soda.
  7. Versare in un contenitore per microonde la Nutella e passarla al microonde a 360 Watt per 1 minuto.
  8. Aggiungere la Nutella alla panna girando sempre dal basso verso l’alto, amalgamando in modo sommario i due ingredienti, per creare un effetto marmorizzato.
  9. Sbriciolate sulla meringa, spostata precedentemente su un piatto da portata, 7 amaretti e spalmarvi sopra la panna farcita.
  10. Sminuzzare il cioccolato fondente e spolverizzarlo sulla panna, per ultimi sbriciolare gli ultimi 4 amaretti sulla panna.
  11. Riporre in frigo fino al momento di servire.

… Dopo cena, si gioca!

Già ma a che si gioca?? siamo in tanti ……. mmm…… ma è semplice a Vudù!! Che fra l’altro è dei miei giochi preferiti. 😉 Abbiamo anche l’espansione che porta i giocatori da 6 a 8 😀 😀

Questo party game a mio avviso è un gioco salva affetti perché giocandoci, oltre che a divertirsi moltissimo, ci si toglie qualche sassolino dalla scarpa, ed in questo modo si salvaguardano i rapporti con i propri affetti… il che non guasta! 😛

Per chi ci capisce un party game è quella categoria di gioco per un elevato numero di giocatori che facilita l’interazione fra le persone intrattenendole in modo divertente, con regolamenti semplici e strategie non troppo complesse.

Vudù è un gioco tutto italiano, dai creatori al disegnatore alla casa editrice. Il gioco base lo danno per 30 minuti di durata è da 3 a 6 giocatori dagli 8 anni in su.  Con l’espansione Ninja

Vudù
Vudù

contro Pigmei il gioco amplia il numero di giocatori a 2-8. Mentre la seconda espansione Double Trouble porta il numero di giocatori fino a 12, introducendo il gioco di coppia oltre che a nuove regole. A novembre uscirà la nuova espansione Barbari contro Zombi che porterà due nuove scuole di magia: le virulente magie zombi e le cocciute maledizioni barbare. Mentre le prime due espansioni aumentano le maledizioni da lanciare, oltre che ad aumentare i giocatori, Barbari contro Zombi andrà a stravolgere il sistema di rottura delle maledizioni.

Qualcuno leggendo fin qui potrebbe dire Maledizioni?!?!? Come Maledizioni, ma state scherzando??? … Che storia è mai questa??!??!?? Eh si, come ti suggerisce il nome del gioco, questo è un party game dove si lanciano maledizioni. Aspetta aspetta,  non ti preoccupare, anche se effettivamente nella scatola troverai una bambolina vudù, le maledizioni che lancerai sono assolutamente innocue e senza effetti collaterali. Le maledizioni che vi scaglierete a vicenda costringeranno tutti i giocatori colpiti a subirne gli effetti per il resto della partita (a meno che decidano di romperle).

Vudù è edito da Red Glove, sul loro sito viene presentato così: In Vudù i giocatori vestono i panni dei più perfidi stregoni di tutti i tempi che a colpi di maledizioni dovranno rendere letteralmente impossibile la vita agli altri avversari, che saranno costretti a giocare sibilando ogni parola, saltellando su un piede, con la testa sul tavolo, con le braccia incrociate… Il gioco è semplicissimo: tira i dadi, lancia le maledizioni, e osserva i tuoi avversari fare versi esilaranti e assumere posizioni impossibili!
Vuoi un assaggio delle maledizioni che puoi lanciare? Eccolo qui:

Maledizioni
Elium Orator: Il bersaglio deve parlare in falsetto
Zoppyn: Il bersaglio deve stare su una gamba sola
Diveny Dundee: Prima di lanciare i dadi il bersaglio deve chiocciare come una gallina
Hakuna Matata: Tutti i giocatori senza vudù devono fischiettare un motivetto allegro

Maledizioni permanenti
Gasato: Prima di lanciare i dadi, alzati e fai gesti di vittoria rivolgendoti a dei fan immaginari. Se non lo fai, in questo turno puoi usare solo 3 dadi
Vudu Got Talent: Ogni volta che peschi un artefatto canta il ritornello di una canzone (ogni volta una canzone diversa). Se non lo fai, scarta l’artefatto

Artefatti
Bambola veramente brutta: Gioca e scarta nel turno di un avversario. Quando sei il bersaglio di una maledizione urla di terrore. Il giocatore che ha lanciato la maledizione deve scegliere un altro avversario
Spettro di Buggerus: Gioca e scarta nel tuo turno. Esegui l’effetto prima di mettere la carta sul tavolo. Indica un punto a caso e urla “Un Fantasma!” se qualcuno si gira, fai due punti

Non so a te, ma a me queste maledizioni fanno veramente ridere e pensare che sono solo una piccola selezione fra quelle che ci sono nella scatola, il divertente sta nel lanciarle a chi fra gli avversari ha maledizioni che entrano palesemente in contrasto con quelle che subisce. In questo modo si costringono gli avversari a romperne una o più di una. La cosa interessante è che i punti si prendono sia quando si lancia una maledizione sia quando l’avversario colpito la rompe.
Le maledizioni devono essere eseguite e rispettare dal giocatore di turno prima del lancio o del passaggio al giocatore successivo dei dadi e della bambola vudù. Da questo si capisce che ogni giocatore si deve preoccupare di passare sia i dadi che la bambola vudù al giocatore successivo. Nel momento in cui si passa la bambola vudù il turno del giocatore è finito, e diventa a sua vota bersaglio di maledizioni.

La persona appena colpita da una maledizione non può essere nuovamente colpita… te piacerebbe eh? 😛 In questo modo si evita l’accanimento contro il singolo.

Il turno di gioco si svolge tirando i 5 dadi, ogni faccia del singolo dado rappresenta un ingrediente che serve per attivare ossia giocare la maledizione. Il giocatore di turno deve combinare gli ingredienti ottenuti per lanciare una delle maledizione che ha in mano. Se il giocatore non è soddisfatto del risultato, può decidere di rilanciare i dadi, ma deve rinunciare a un dado, e così ogni volta che decide di lanciare i dadi. Si! Hai ragione questo gioco è pregno di una sorta di allegra perfidia, ma è fantastico proprio per questo :P.  Dopo il tiro dei dadi si possono lanciare le maledizioni, oppure acquistare artefatti o altre maledizioni.

Questo è un gioco per famiglie o gruppi di amici, adatto sia a persone che non giocano abitualmente a giochi da tavolo sia a giocatori consumati.  La meccanica è semplice e di facile comprensione: lanci i dadi, lanci le maledizioni e fai punti, acquisti maledizioni o artefatti passi i dadi, passi il vudù . Dicono che l’unica limitazione di questo gioco sia la compagnia che deve essere quella giusta, in realtà secondo me tutti i giochi soffrono di questo limite. Il gioco, come la cena o il film possono essere il più bello del mondo, ma se le persone con cui si vivono queste esperienze non sono disposte a mettersi in gioco ed a prendersi in giro, diventa una prova molto complessa. Io ricordo ancora di aver fatto un’intera partita in ginocchio, senza poggiare i piedi per terra (e non ricordo che altra maledizione m’affibbiarono), ho fatto TUTTA la partita sulle rotule, che maleeee!! E non sai come mi dolevano per i 4 giorni successivi…  Ma non gliel’ho data vinta manco per niente, non ne ho rotta nemmeno una!! Tiè!! 😛 😛 😛  Ma ci credi che è stata una delle partite più divertenti che ho fatto a questo gioco?

Beh io credo di averti detto tutto, se ho dimenticato qualcosa… sai c’è sempre il regolamento nella scatola 😉

Non mi resta che dirti Buon Appetito e Buon Gioco!!

L’insalata di avocado e mela verde e Sheepland

Insalata di avocado e mela verde
Insalata di avocado e mela verde

Con questo primo abbinamento ricetta e gioco inauguro la nuova rubrica Una ricetta per un gioco

L’insalata di avocado e mela verde a me piace moltissimo, la potrei mangiare tutti i giorni e quando lo dico, credetemi non scherzo! È un piatto molto semplice nella preparazione e con tempi velocissimi. Il risultato è un’insalata molto gustosa dal sapore esotico conferitolo dall’avocado.  Questo frutto fra tutti i suoi benefici aiuta a contenere i livelli di colesterolo nella norma, è ricco di Omega 3 e di Acido Folico. Nel condimento c’è la curcuma, una spezia dalle mille virtù, prime fra tutte è un’antitumorale per eccellenza, un potente antinfiammatorio ed un antibiotico naturale. Per una maggiore assimilazione della curcumina ho aggiunto il pepe nero, questa spezia infatti, aumenta la capacità di assorbimento dell’organismo della curcumina dell’85%. E poi c’è la mela verde, un frutto ricco di fibre e vitamine in particolare la vitamina C

Ma oltre ad essere un’insalata ricca di benefici, qui ne ho elencati solo una minima parte, risulta un contorno differente e molto fresco che appaga il palato e che grazie alle mele verdi Granny Smith assume quel delizioso senso di “croccantezza” sotto i denti.

Sconsiglio di utilizzare altre varietà di mela poiché l’insalata risulterebbe troppo dolce.
Chi non ama il gusto acidulo della mela verde, può sostituire la mela verde Granny Smith con un paio di coste di sedano bianco.

 

Lista della Spesa

  • 1 avocado
  • 1 mela verde Granny Smith
  • 1/2 limone meglio se biologico o di Sorrento perché risultano meno aspri.
  • Curcuma in polvere a piacere
  • Pepe nero a piacere
  • 2/3 cucchiai di olio evo
  • Sale a piacere – l’io sale dolce di Cervia

 

Cuciniamo

Sbucciare l’avocado e la mela e tagliarli a cubetti, quindi condirli con tutti gli altri ingredienti mescolare bene e servire.

 

… Dopo cena, si gioca!

troppo belle le pecorelle
troppo belle le pecorelle

Rullo di tamburi …. ed ecco a voi Sheepland … o come lo chiamo io Pecorellandia 😀 😀 😀

Chi mi conosce al tavolo da gioco sa due cose di me, la prima è che il mio colore è il rosso (che mi litigo sempre col nostro amico Atos), infatti lotto con tutte le mie forze per avere il colore rosso per il mio segnalino (chiamato in gergo Puzzillo Meeple dai giocatori seri, quelli che di giochi ci capiscono veramente!); la seconda è che adoro le pecore, in tutte le sue forme e disegni!! Tant’è che mi chiamano la “pastorella”. Sono rassegnati! Ogni volta che si decide di giocare ad un gioco con le pecore fra le tante risorse … tutti i miei avversari sanno che io giocherò per pecore e solo per loro, ma d’altra parte come potrei fare diversamente? Sono troppo carine!! Come si dice… che pazienza che ce vo’!! Per questo mio marito ❤ l’altra sera torna a casa con una sorpresa, indovina? Oh Yes Sheepland 😀

Questo gioco è edito da Cranio Creations, sul loro sito viene presentato così: Sheepland è una splendida isola, i cui abitanti vivono da sempre in armonia con la fauna del posto, principalmente composta da pecore. In Sheepland i giocatori sono pastori che competono tra loro per il controllo dei terreni più redditizi, guidando le pecore nelle terre che possiedono e costruendo recinti per non farle scappare. Riuscirai a radunare il gregge più numeroso nei tuoi territori e diventare così il pastore più ricco di Sheepland?

Sheepland è un gioco da tavolo strategico, nel quale bisogna spostare più pecore possibili nella tipologia di territori che ogni giocatore acquista durante la partita. È un gioco da 2 a 4 giocatori ed è consigliato dagli 8 anni in su, le partite durano in media 30 minuti.

sheeplandNel mondo dei giocatori da tavolo esperti  Sheepland è considerato un filler letteralmente riempitivo. Si definisce un Gioco Filler quando il gioco è veloce (mediamente sui 30 minuti o meno), poco impegnativo con cui fare una partita detta di “riscaldamento” prima di “apparecchiare” il gioco principale della serata. Per me che assolutamente non sono un’esperta, Sheepland è un gioco molto carino e divertente, adatto a tutti, sia a chi non è un giocatore consumato, sia a chi è un giocatore di alto livello. Non potendomi considerare un giocatore di livello considerevole, vi dico semplicemente che mi sono divertita moltissimo a giocare a questo gioco. È uno di quei giochi che da profana definisco finto semplice, nel senso che è un gioco di facile apprendimento, ha davvero pochissime regole, ed è veloce da spiegare, anche se possiede risvolti che inaspettatamente possono risultare molto strategici.

È proprio il tipo di gioco adatto a tutti: a chi si avvicina per la prima volta al mondo del gioco da tavolo moderno, a chi è un giocatore consolidato che metterà l’accento più sul lato strategico, a chi vuole semplicemente ingannare il tempo e a chi come me vuole solo divertirsi a fare il pastore! Insomma è da provare!!

La componentistica per me è bella, certo si potevano impegnare un po’ di più con i pastori, ma con le pecore hanno dato il massimo sono fantastiche, c’è pure quella nera che a dispetto della realtà o del luogo comune che la bistratta un po’, qui è la protagonista indiscussa del gioco. Pensa che alla fine del gioco vale 2 punti, al contrario di quelle bianche che ne valgono solo 1 (poverine 😦 ). Sono bellissime anche le monete con la rappresentazione del musetto della pecora fronte retro. Ci sono 60 gettoni, in differenti formati di valore economico, realizzati in cartone di livello standard. All’inizio del gioco ad ogni giocatore vengono consegnate 20 monete, 30 nella versione a due giocatori. Ogni contendente deve amministrare le monete per tutta la durata della partita, infatti non ci sono guadagni economici extra…. perché si sa, le pecore costa mantenerle!! Le monete servono per acquistare le differenti tipologie di terreno: bosco, acquitrino, fiume, campo di grano, tundra e montagna. Un terreno di una di queste tipologie viene dato in dotazione ad ogni contendente ad inizio partita. Il costo di ogni tipologia di terreni varia da 0, 1, 2, 3, 4 monete … il che starebbe a dire che il primo che arriva bene alloggia, chi meno spende più guadagna.

Il tabellone, chiamato in gergo plancia di gioco, è molto colorato con una grafica fumettistica che è perfetta per i bambini. Se si vuole proprio guardare il pelo nell’uovo, la strada per i recinti dei pastori se l’avessero colorata di un colore differente dal terra di siena, sarebbe risultata di più facile lettura nel lato dedicato ai campi di grano, ma a parte questo piccolo particolare è davvero molto carina.

Indovina come si chiama la città dove va posizionata la pecora nera ad inizio gioco: Sheepsburg! Per noi comuni mortali Borgo Pecore 😀 😀 😀

Il gioco consiste nello spostare pastori e pecore, le azioni che si possono fare nel turno di ogni giocatore sono solo tre: spostare il pastore, spostare le pecore (pecora nera compresa) ed acquistare terreni. Non si possono effettuare due azioni uguali di seguito e guarda un po’ il pastore deve essere obbligatoriamente mosso almeno una volta per turno. Nel gioco la pecora nera è molto felice (d’altra parte è bellissima), tant’è che se ne va a zonzo libera, belando allegramente per la plancia di gioco per tutta la durata della partita. Come fa? Beh ogni giocatore effettua prima del suo turno un tiro di dado ed a seconda del risultato la pecorella si muove. Tutto semplice fin qui…. mmm no! La povera pecorella nera ha una limitazione. Ebbene si la pecora nera, purtroppo, si muove solo se il numero che esce dal tiro di dadi è libero da pastori e steccati ed è presente nel campo in cui è sita; in caso contrario non si muove, perché il passaggio le è ostruito o è inesistente; il passaggio, da un campo all’altro, è costituito dai numeri disegnati sulla plancia. Tutta colpa di quegli antipatici dei pastori, eh già perché ogni volta che si muovono al posto loro ci troviamo costruita una parte di recinto (antipatici forte eh). I pastori possono muoversi senza pagare il pedaggio spostandosi di una casella, se vogliono spostarsi da due caselle in su devono sempre pagare 1 moneta. Così imparano a costruire gli steccati!! 😛

Lo scopo del gioco è spostare le pecorelle nella tipologia di terreni acquistati, vince chi riesce a spostare più pecore nei propri terreni.

Beh io credo di averti detto tutto, se ho dimenticato qualcosa… sai c’è sempre il regolamento nella scatola 😉

Non mi resta che dirti Buon Appetito e Buon Gioco!!