Crema di nocciole fatta in casa, se vuoi chiamala Nutella o Crema di nocciole Novi

Crema di nocciole fatta in casa, se vuoi chiamala Nutella o Crema di nocciole Novi

 

La Nutella e la crema di nocciole Novi sono entrambe creme spalmabili a base di nocciole. C’è chi ama il gusto più fondente della crema Novi e chi ama la dolce e la cremosità della Nutella, in entrambi i casi il comune denominatore è l’amore per le nocciole.

A me personalmente le nocciole piacciono in tutte le salse, abbinate sia al dolce che al salato o semplicemente al naturale per lo spuntino pomeridiano. Quando ho iniziato a maturare l’idea di preparare la mia prima crema di nocciole fatta in casa, ho iniziato a fare delle ricerche, ho consultato moltissime ricette, e alla fine mi sono fatta l’idea per la mia crema di nocciole fatta in casa.

Preparare la mia crema di nocciole fatta in casa, per me è stata una delle soddisfazioni più grandi in cucina, ed in questa prima versione ho dato la preferenza al gusto fondente della crema di nocciole Novi, inserendo una combinazione di cioccolato fondente e cacao amaro.

Nella mia ricetta gli unici grassi presenti, sono quelli delle nocciole, ed ho utilizzato del latte scremato. Questo la rende più dietetica, anche se questo non vuol dire che si possa esagerare nel gustarla 😉

Il procedimento è molto più semplice e veloce di quello che puoi pensare, ma la soddisfazione sarà grandissima.

Per la crema di nocciole ti servono solo una padella (per tostare le nocciole), un omogenizzatore ed un pentolino. Puoi utilizzare tranquillamente anche un mixer, ma di piccola capienza.

Per prima cosa vanno tostate le nocciole, probabilmente bisognerà omogenizzarle in tre tempi, dipende dalla capienza del bicchiere dell’omogenizzatore.

Lista della spesa

  • 150 g di nocciole pelate
  • 50 g di zucchero
  • 20 g di cioccolato fondente almeno al 72% – io al 74%
  • 10 g di cacao amaro
  • 100 ml di latte – io scremato

 

Cuciniamo

  1. Versare le nocciole in una padella già calda e tostarle finché l’olio non inizia ad uscire dalla frutta secca.
  2. Trasferire le nocciole tostate nel bicchiere dell’omogenizzatore fino a raggiungere il livello massimo, aggiungere lo zucchero ed azionare l’elettrodomestico.
  3. Una volta ottenuta una crema incorporare le altre nocciole, continuare con lo stesso procedimento finché tutte le nocciole non saranno omogenizzate e si otterrà una pasta dolce di nocciole. Durante l’omogenizzazione è meglio fare varie pause per non surriscaldare l’omogenizzatore.
  4. In un pentolino far sciogliere il cioccolato sminuzzato aggiungere il cacao amaro, il latte e mescolare bene.
  5. Una volta sciolto il cioccolato aggiungere la pasta di nocciole, continuare a mescolare bene, per raggiungere una crema omogenea.
  6. Trasferire la crema di nocciole in un barattolo sterilizzato e riporlo in frigo una volta freddato.

ATTENZIONE: La crema non contiene coloranti e conservanti, va conservata in frigo. Una volta in frigo la crema si solidificherà e sarà difficile da spalmare. Per spalmarla agevolmente e mangiarla al naturale. Consiglio di tirarla preventivamente fuori dal frigorifero prima di consumarla. La durata non è molto lunga quindi consiglio di gustarla in breve tempo.

Buon Appetito !!

Tutti i segreti ed i trucchi per le caldarroste (castagne al forno) e il vin brulè

Castagne e Vin Brulè
Castagne e Vin Brulè

Cosa c’è di più buono di caldarroste e vin brulè in una fredda serata di dicembre in attesa di festeggiare il Natale? Non saprei proprio!! 😀

La castagna è un frutto, oltre che buonissimo, che si presta a moltissime preparazioni in cucina, dall’antipasto al dolce, passando per primi e secondi. Inoltre le caldarroste sono un vero e proprio must in questo periodo, una parte integrante dell’incantevole atmosfera dei mercatini di Natale. Sebbene il fascino delle caldarroste sia gustarle al cartoccio, che poi è lo street food natalizio per eccellenza, le castagne cotte al forno sono buonissime e facili da preparare, basta prestare un po’ di attenzione a piccoli dettagli, seguendo pochi e piccoli trucchi. 😉

Le caldarroste sono perfette quando sono dorate e croccanti all’esterno e morbide all’interno e non devono risultare troppo annerite o bruciacchiate.

Il vin brulé è una bevanda calda a base di vino, per la sua preparazione è importante utilizzare un vino corposo fruttato, come il Pinot Nero nella versione del Trentino o del Barbera nella versione piemontese. Questa bevanda si consuma in molti paesi dell’Europa centrale generalmente nel periodo dell’Avvento. Per preparare un buon vin brulè, oltre al vino che deve essere di buona qualità, hai bisogno di zuccheroscorse di arance e limone, di una mela e le spezie tipiche del periodo natalizio: cannella, chiodi di garofano, anice stellato e noce moscata.

Io non avevo in casa arance ed ho utilizzato solo una scorza di limone biologico. Per le spezie ho utilizzato il preparato della Cannamela per il vin brulè, sono perfettamente miscelate ed il risultato è stato davvero ottimo.

 

Lista della spesa per le castagne al forno

  • Castagne

 

Cuciniamo le castagne al forno

  1. Mettere ammollo le castagne per verificare quali sono quelle buone e quelle cattive.
  2. Quelle che affondano sono buone, quelle che galleggiano, sono da scartare.
  3. Scolare ed incidere ogni castagna con un coltello affilato incidere solo la buccia delle castagne da parte a parte nel senso della larghezza, facendo attenzione a non tagliare la polpa. Questo passaggio è fondamentale, perché se non le incidi, durante la cottura le castagne scoppieranno in forno.
  4. Disporre le castagne su una griglia, e porre sotto la griglia una leccarda ricoperta di carta da forno.
  5. Cuocere le castagne in forno preriscaldato a 160°C dopo circa 30 minuti abbassare la temperatura a 140°, continuare a cuocerle finché le bucce non si saranno tutte aperte.
  6. Prima di sfornarle controllarne la cottura assaggiandone una.
  7. Una volta cotte mettere le castagne in un’insalatiera in cui avrete disposto un canovaccio umido, serve per aiutare a staccare le pellicine dalle castagne.
  8. Ricoprire le castagne con i bordi del canovaccio ed impastare il canovaccio per qualche secondo, serve per far staccare bene tutte le bucce e le pellicine.
  9. Servire.

 

Lista della spesa per il Vin Brulè

  • 750 ml di Pinot Nero
  • 100 g di zucchero
  • 1/3 della confezione di spezie brulè Cannamela
  • La scorsa di un limone biologico
  • 1/2 mela morgan

 

Cuciniamo il vin brulè

  1. In un pentolino versare le spezie, lo zucchero, il vino la mela tagliata a fettine e la scorsa del limone (facendo attenzione a non tagliare il bianco).
  2. Riscaldare tutti gli ingredienti portando il vino a sobbollire, non raggiungere il bollore.
  3. Lasciare sulla fiamma per 20 minuti.
  4. Filtrare il vin brulè e servirlo caldo.

Buon Appetito !!

Dolci di Natale: Pandoro alla farina di farro

Pandoro alla farina di farina
Pandoro alla farina di farina

Il Pandoro è un grande classico del Natale che non manca mai sulle nostre tavole, quest’anno anch’io ho deciso di cimentarmi nella sua preparazione, ho dovuto fare vari tentativi per trovare la mia ricetta di questo dolce natalizio, ma alla fine ho realizzato il mio pandoro alla farina di farro.

Il mio pandoro ha una pasta molto soffice, nelle mie varie sperimentazioni ho cercato di limitare l’uso di burro, facendo anche dei tentativi con il burro chiarificato, che rende la pasta differente, sebbene abbia avuto un risultato soddisfacente. Certo rispetto al pandoro comprato che sia di pasticceria od industriale tende a seccarsi un più in fretta, ma generalmente questi sono dolci che si consumano molto in fretta; non so da te ma a casa mia funziona così 😛 ed il problema della conservazione è relativo. 😀 😀 😀

Ti lascio la lista della spesa di entrambe le versioni, il  procedimento è lo stesso, le differenze consistono negli ingredienti. Il burro, la farina e lo zucchero, nella versione al farro la farina è composta di farro e di una piccola parte di farina di tipo 0; mentre nella versione col burro chiarificato la farina è interamente composta da farina manitoba di tipo 0 con una piccola parte di zucchero a velo nella quantità di zucchero utilizzato.

La ricetta base che ho modificato secondo le mie esigenze è quella che ho trovato nello stampo per il pandoro.

Il mio pandoro ha una lievitazione veloce, realizzata con la funzione lievitazione del forno.
Se il tuo forno non è dotato di questa funzione, puoi procedere nella lievitazione in forno con una ciotola di acqua sulla base del forno e la lampadina accesa. Oppure avvolgi l’impasto coperto con della pellicola alimentare in una coperta per le prime due lievitazioni, poi in forno con la lampadina spenta quando hai trasferito l’impasto nel tipico stampo per il pandoro per l’ultima lievitazione.

 

Lista della spesa per il pandoro al farro

Lista per la biga

  • 70 g di farina di farro
  • 1 bustina di lievito di birra essiccato – io una bustina da 7 g
  • 50 ml di acqua tiepida

Lista per il primo impasto

  • 2 uova – io biologiche
  • 130 g di farina di farro
  • 40 g di zucchero
  • 40 g di burro tagliato a tocchetti ed ammorbidito

 

Lista per il secondo impasto

  • 215 g di farina di farro
  • 55 g di farina di tipo 0
  • 130 g di di zucchero – se ti piace un gusto più dolce del  pandoro aggiungi altri 20 g
  • 3 uova – io biologiche
  • 3 tuorli – io biologici
  • 3 g di sale – io sale dolce di Cervia
  • 160 g di burro ammorbidito e tagliato a tocchetti – per un effetto più burroso si può aumentare il burro di 20-30 g
  • 2 cucchiaini di rum (io me lo sono dimenticato)

Decorazione

Zucchero a velo a piacere

 

Lista della spesa per il pandoro col burro chiarificato

Lista per la biga

  • 70 g di farina di tipo 0
  • 1 bustina di lievito di birra essiccato – io una bustina da 7 g
  • 50 ml di acqua tiepida

Lista per il primo impasto

  • 2 uova – io biologiche
  • 130 g di farina di tipo 0
  • 40 g di zucchero
  • 30 g di burro chiarificato tagliato a tocchetti ed ammorbidito

Lista per il secondo impasto

  • 270 g di farina di tipo 0
  • 100 g di di zucchero – se ti piace un gusto più dolce del pandoro aggiungi altri 20 g
  • 30 g di zucchero a velo
  • 3 uova – io biologiche
  • 3 tuorli – io biologici
  • 6 g di sale – io sale dolce di Cervia
  • 150 g di burro chiarificato fuso e tagliato a tocchetti
  • 2 cucchiaini di rum

Decorazione

Zucchero a velo a piacere

 

Cuciniamo

Prepariamo la biga

  1. Impastare in un’insalatiera media (da utilizzare per la biga ed il primo impasto) il lievito con la farina e l’acqua e formate una palla.
  2. Mettere a lievitare la biga fino al raddoppio dell’impasto in forno con la funzione lievitazione. Io l’ho fatta lievitare finché non ho visto delle bolle nell’impasto (dei veri e propri buchi).

Prepariamo il primo impasto

  1. Nel cestello della planetaria (o di altro elettrodomestico) versare la farina, lo zucchero, la biga e il primo uovo e procedere con l’impastare.
  2. Quando l’uovo sarà completamente assorbito aggiungere il secondo uovo e dopo l’assorbimento aggiungere il  burro.
  3. Impastare finché il burro sarà totalmente amalgamato nell’impasto.
  4. Continuare ad impastare finché il composto si staccherà dai bordi del cestello attorcigliandosi intorno al gancio (incordatura) e l’impasto risulterà lucido e colloso.
  5. Trasferirlo nell’insalatiera in cui è stata preparata la biga, disporla nel forno e farlo lievitare finché non raggiunge più del doppio il volume iniziale, a me coincideva col bordo dell’insalatiera.

 

Prepariamo il secondo impasto

  1. Nel cestello della planetaria inserire gli ultimi ingredienti partendo dalla farina, lo zucchero, il sale, il rum (che io ho dimenticato), la pasta lievita e le uova e i tuorli facendoli assorbire dall’impasto uno alla volta prima di aggiungere gli altri.
  2. Una volta incorporate tutte le uova procedere con l’aggiunta del burro, un po’ alla volta, impastando finché il composto non s’incorda ed appare lucido, colloso ed elastico.
  3. Nel frattempo imburrare uno stampo per pandoro compreso il bordo esterno, trasferirvi la pasta lievita porlo in forno con la funzione lievitazione e farlo lievitare finché la cupola esce dal bordo.
  4. Se prepari il pandoro nella versione col burro chiarificato, non aspettare che la cupola del pandoro esca da bordo per farlo cuocere, procedi con la cottura quando sta per raggiungere il bordo.

 

Cuciniamo il pandoro

  1. Togliere dal forno lo stampo e la ciotola dell’acqua, inserire la funzione statico al forno e portarlo a 180°.
  2. Quindi infornare il pandoro su una teglia disposta nella parte inferiore del forno.
  3. Cuocere per 50 minuti, se il pandoro tende a scurirsi troppo abbassare la temperatura, io l’ho portata progressivamente a 145°.
  4. Passato il tempo fare la prova stecchino (in questo caso per spiedini), se la prova viene superata sfornare il pandoro e farlo freddare.
  5. Una volta sformato il pandoro spolverizzarlo di zucchero a velo e servirlo con un spumante dolce.

 

Buon Appetito !!

 

Ricetta, trucchi e segreti per le Meringhe fatte in casa, buone come in pasticceria!

Meringhe: ricetta, trucchi e segreti
Meringhe: ricetta, trucchi e segreti

La meringa o spumiglia è una delle ricette di base della pasticceria, è un buonissimo dolce friabile a base di albume e zucchero. Le meringhe si gustano da sole o sono da utilizzare per decorare torte o gelati.

Questo dolce può risultare complicato da realizzare in casa a causa del delicato equilibrio che ci deve essere fra gli ingredienti, la temperatura del forno e i tempi di cottura. Nonostante ciò è un dolce che offre grandissime soddisfazioni una volta che preparato si assaggia e si offre ad amici e parenti, difatti rimangono tutti a bocca aperta quando si dice che sono fatte in case.

La meringa un dolce tipico della cucina italiana, della cucina francese, della cucina tradizionale in Sarda e non solo.

La meringa può essere fra gli ingredienti di molti altri dolci, come ad esempio la base per la torta Pavlova o della meringata. Le meringhe più classiche hanno la forma di un ciuffo. Spesso vengono accoppiate, schiena contro schiena e farcite con panna montata o cioccolato, poi posate in pirottini di carta.

La meringa generalmente è bianca, ma può essere colorata con dei coloranti alimentari o con l’aggiunta di cacao o cannella grazie ai quali viene anche aromatizzata, ma può essere aromatizzata anche con vaniglia o gocce di limone.

La sensazione che si prova quando si preparano le meringhe in casa è di un meraviglioso senso di gratificazione. La prima volta che si preparano le meringhe e si apre il forno, quando si sente la loro “croccantezza” nonché friabilità, si sente che si sgretolano fra le dita nel sentirle secche al punto giusto” con la loro fragilità e la loro semplice eleganza, si dicono solo tre lettere WOW! Quando le ho preparate la prima volta mi sono sentita come il pavone quando fa la ruota, mi sentivo un vero chef stellato!!

Sulle meringhe e la loro preparazione si potrebbe scrivere un libro,esistono molte varianti della ricetta della meringa nella pasticceria europea esistono tipi diversi di meringa: la meringa ordinaria o meringa francese, la meringa italiana e la meringa svizzera.

La meringa ordinaria o francese è la più comune in Italia, in Francia viene usata di rado, è la tipica meringa che si  può acquistare sia in pasticceria che in panetteria. Per prepararla si separano con grande cura gli albumi dai tuorli, è di fondamentale importanza che non siano presenti tracce di tuorlo, quindi si aggiunge lo zucchero. Si monta l’impasto ripetutamente per circa un quarto d’ora con una frusta da cucina, meglio con le fruste elettriche, perfetto con la planetaria (se si ha a disposizione). Quando gli albumi si gonfiano, diventando spumosi e bianchi questo è quello che vuol dire montare le chiare a neve ferma. Si riconosce che la meringa è pronta per andare in forno dal fatto che il composto è lucido e perché, capovolgendo il contenitore, resta fermo dov’è senza cadere giù.
Una volta che gli albumi hanno raggiunto la giusta consistenza, si trasferisce in una tasca da pasticciere e si spreme su una placca da forno. La meringa può avere una forma a schiaffo cioè con un piccolo cumulo a punta, oppure a piattino ossia a forma di disco piatto. Le meringhe devono cuocere, per ore, a temperature bassissime; questo tipo di cottura viene spesso definito a forno dolcissimo. L’ideale sarebbe far cuocere le meringhe per 3 ore a forno leggermente aperto, a 60-70 gradi.

La meringa più che cuocere deve asciugarsi, alcuni cuochi la tengono per un’intera notte nel forno spento con solo la lampadina del forno stesso accesa. Il lievissimo calore della lampadina e la naturale evaporazione sono sufficienti a seccare il composto. Le meringhe francesi quale sia il metodo di cottura scelto devono risultare completamente asciutte, bianche, leggerissime ed estremamente friabili.

La meringa italiana a dispetto del nome è tipica della Francia, in Italia è usata più raramente. La meringa italiana si usa come fosse una crema per farcire dolci come ad esempio la zuppa inglese meringata. Generalmente si utilizza in preparazioni senza cottura come mousse e semifreddi, per il suo gusto delicato che permette di non coprire gli altri sapori. Nella meringa italiana si separano gli albumi dai tuorli e si montano a neve ferma. Poi si cuoce lo zucchero unito ad acqua, deve raggiungere una temperatura di 121°. Pizzicando il composto (dopo aver bagnato le dita in acqua fredda), si deve ottenere un filo consistente. A questo punto si versa lo sciroppo ottenuto a filo nel contenitore dove le chiare d’uovo stanno montando (almeno da 7-8 minuti) e si continua a montare. Il prodotto ottenuto, verrà lasciato riposare per una mezz’ora prima dell’utilizzo.

Nella meringa svizzera si separano gli albumi dai tuorli, si mettono in una casseruola di rame stagnato ( la bastardella) con lo zucchero. Si sposta la casseruola sul fuoco e si sbatte il composto sino a che abbia raggiunto i 60°. Si ritira dal fuoco e si termina di montare per poi cuocerlo in forno in forme varie. Cuoce a temperatura molto più alta della meringa ordinaria: 120°-140° contro 40°-60°.

La meringa sarda ha l’aggiunta delle mandorle, mentre quella marocchina ha l’aggiunta della granella di nocciola.

 

Per la preparazione delle meringhe è indispensabile l’utilizzo di fruste elettriche, meglio ancora se avete a disposizione una planetaria. Montare gli albumi a mano non solo risulta molto più faticoso, ma oltretutto si rivelerebbe una preparazione decisamente lunga ed impegnativa.

Anche se l’ho già detto: è di fondamentale importanza che non siano presenti tracce di tuorlo negli albumi, quando si separano le due parti dell’uovo.

Le meringhe temono l’umidità, una volta fredde riporle in una scatola di metallo, io la fodero con carta da forno, si manterranno a lungo fragranti e friabili.

 

Lista della spesa

  • 4 albumi
  • 250 g di zucchero semolato
  • Qualche goccia di limone
  • Gocce di cioccolato fondente a piacere

 

Cuciniamo

  1. Montare gli albumi, che io uso freddi di frigo, insieme con metà dello zucchero semolato e 4/5 gocce di limone (che serve a non farle scurire), servendovi della planetaria e aumentando pian piano la velocità; quando risulteranno sodi, aggiungete lo zucchero rimasto continuando a montare. Il composto è pronto, quando è bianco sodo e lucido.
  2. Trasferite il composto in una tasca da pasticciere utilizzando una bocchetta rigata o liscia a seconda dell’effetto che volete ottenere, formate dei ciuffetti d’impasto della stessa dimensione adagiandoli sulla placca del forno precedentemente ricoperta di carta da forno .
  3. Versate le gocce di cioccolato fondente sopra le meringhe, facendolo molto delicatamente.
  4. Infornare a 100° per un tempo minimo di 2 ore, controllare spesso la cottura, quando prendendone una in mano tende a sgretolarsi e risulta asciutta internamente, le meringhe sono pronte!
  5. Io tengo chiuso il forno, anche perché dovendo spesso controllare la cottura, l’umidità esce aprendolo.
  6. Si può abbassare la temperatura del forno a 85°, in questo modo aumenta il tempo di cottura.
  7. L’importante è non alzare la temperatura poiché lo zucchero caramellerebbe e le meringhe si scurirebbero.

 

Buon Appetito!!

Ghiaccia reale – ricetta e trucchi

La ghiaccia reale anche detta glassa reale o Royal Icing, è una glassa che serve per decorare biscotti torte e crostate, ma anche per per scrivere o per preparare decorazioni in 3D . È un preparato a base di albume, zucchero a velo e succo di limone che asciugandosi si indurisce.

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Usa le decorazioni di ghiaccia reale per decorare la tavola

Questa è una delle tecnica di decorazione da pasticceria che amo di più, perché si può dar sfogo alla fantasia. La ghiaccia reale, può assumere varie consistenze a seconda della quantità di zucchero a velo impiegato. Una ghiaccia più morbida servirà per glassare, una ghiaccia più dura invece per decorare. Una ghiaccia molto dura può infine essere utilizzata per realizzare animaletti od oggettini di zucchero, come ad esempio le roselline che si trovano sulle torte o sulle uova di Pasqua.

 

Con le decorazioni in ghiaccia reale si può decorare anche una tavola, come vedi in foto nella foto accanto. Ho preparato delle decorazioni di ghiaccia reale a forma di cuore per decorare la tavola per una cena romantica.

Per ottenere dei cuori più precisi li ho disegnati su un foglio di carta forno, poi l’ho girata per non far entrare in contatto la ghiaccia reale con la grafite della matita, ed ho iniziato a decorare.

 

Lista della spesa

  1. 2 albumi
  2. 420 g di zucchero a velo
  3. 4 cucchiai di succo di limone

 

Cuciniamo

  1. Versa nel cestello della Planetaria gli albumi il succo di limone e lo zucchero a velo setacciato per evitare i grumi, accendila e piano piano portarla a massima velocità.
  2. Monta il composto fino a quando si formeranno i “picchi” che altro non sono che ciuffi di glassa soda che si formano quando si alzano le pale.
  3. Non montare in modo eccessivo altrimenti si formeranno delle bolle d’aria che potrebbero creare problemi quando si usa la glassa.
  4. Trasferire in una sac a poche o in una siringa da pasticceria e inizi a decorare.

 

Piccoli Trucchi

Se Avete preparato più ghiaccia reale del previsto chiudetela ermeticamente in un contenitore o con della pellicola trasparente facendo attenzione di metterla a contatto diretto con la superficie della glassa. In questo modo si conserva perfettamente per 4-5 giorni in frigorifero. Al momento del nuovo utilizzo sarà pronta all’uso semplicemente tirandola fuori dal frigo e mescolandola.

Per decorare dolci, biscotti, cupcake, muffin o altre preparazioni è fondamentale che siano ben freddi, in genere li decoro il giorno dopo.

Una volta pronte le decorazioni lasciarle asciugare semplicemente all’aria.

Colorazione

La ghiaccia reale è naturalmente bianca, ma può anche essere colorata con i coloranti ad uso alimentare. Se decidete di colorare la ghiaccia, dividetela in tante ciotoline quanti sono i colori che dovete realizzare. Unire il colorante alimentare poco per volta, mescolando bene, aggiungendone, se necessario, per raggiungere la colorazione desiderata. Se con l’aggiunta del colorante (soprattutto se si usano coloranti liquidi), la ghiaccia risultasse troppo fluida, va bilanciata con altro zucchero a velo,  con i colori liquidi ricordatevi di aggiungere dello zucchero a velo. Per un migliore risultato utilizzare i coloranti in gel o io preferisco i coloranti in polvere.

Decorazioni

Per disegnare, scrivere, tracciare contorni o realizzare decorazioni in 3D utilizzare una sac a poche (io utilizzo sempre quelle usa e getta), e scegliere il becuccio più adatto all’utilizzo che si vuol fare. Io, ad esempio, ho un set completo di beccucci in acciaio che monto a seconda del risultato che desidero.

Ricordatevi: per disegnare, scrivere e tracciare contorni, utilizzare i beccucci di misura 1 e 2.

Buon Appetito!!

Crema al cioccolato senza uova e Gluten FREE

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Crema al cioccolato senza uova e Gluten Free

Questa crema al cioccolato senza uova si prepara in pochissimi minuti. È una crema perfetta quando si ha poco tempo a disposizione in quanto si prepara molto velocemente. Ha una preparazione adatta a tutti, può essere considerata un jolly: un vero e proprio asso nella manica in quanto molto versatile, infatti può essere utilizzata come una farcitura per torte, come ho fatto io.

È una crema leggera ed ideale per contenere le calorie e per concedersi una coccola senza avere fastidiosi sensi di colpa

La crema al cioccolato senza uova, grazie alla sua velocità di preparazione, può  diventare uno sbrigativo ed ottimo dolce al cucchiaio, se servita con dei biscotti e granella di nocciole o meringhette oppure con del cioccolato fondente grattuggiato. 

Il sapore di questa crema è quello del cioccolato al latte, mi è piaciuta davvero moltissimo, talmente tanto che mi sarei mangiata la crema cucchiaiata dopo cucchiaiata.

Questa crema al cioccolato senza uova nasce qualche giorno fa,  avevo bisogno di una crema al cioccolato per un dolce. Non avevo le uova in casa, avevo i minuti contati ed ero senza macchina. Sono uscita per comprare le uova , ma nei negozi vicino casa, non ho trovato le uova con codice 0 o 1 e non le ho comprate, poiché le uniche uova che entrano nella mia cucina sono le uova biologiche o da allevamento all’aperto. Ero molto indispettita da questo “inconveniente”, ma come si dice necessità fa virtù, non sapendo come sostituirla ho ideato questa crema al cioccolato senza uova, già che c’ero, invece di utilizzare l’amido di mais o la farina ho scelto una farina senza glutine.

 

Lista della spesa

  • 500 ml di latte – io scremato
  • 80 g di cioccolato fondente al 72 %
  • 40 g di zucchero semolato
  • 60 g di farina di riso

 

Cuciniamo

  1. Grattugiare finemente il cioccolato
  2. Setacciare lo zucchero e la farina di riso
  3. Versare prima il latte in un pentolino poi a pioggia gli altri ingredienti
  4. Mescolare con una frusta fino al raggiungimento del bollore.
  5. Abbassare il fuoco e continuare a mescolare per un paio di minuti .
  6. Spegnere il fuoco ed utilizzare la crema come si desidera.

 

Buon appetito!!

Dado granulare vegetale Home Made

Dado vegetale Home Made
Dado vegetale Home Made

Il dado granulare vegetale è ottimo sia per la preparazione del brodo vegetale sia per insaporire le pietanze. Se poi il dado è fatto in casa, diventa tutto più buono.

Da quando l’ho fatto la prima volta l’ho fatto e rifatto, ogni volta cambiando le dosi delle verdure o cambiando le verdure stesse si ha un dado vegetale sempre differente. Fra l’altro è anche un’ottima idea regalo.

Si può utilizzare al posto del sale, in aggiunta al sale per per aromatizzare o sciolto nell’acqua per fare un brodo vegetale.

Lista della spesa

  • 300 g Sale dolce di Cervia
  • 700 g di Verdure miste fra cui : Cipolla Rossa di Tropea compresa la cuticola e le radici – Aglio – Prezzemolo gambi e foglie – Carota compresa la buccia e la barba (se presente) – Sedano comprese le foglie – Verza
  • 1 bicchierino di vino bianco
  • Mirto in foglie e il Ginepro macinato a piacere – io Cannamela 

 

Cuciniamo

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    Le verdure e il sale in tre differenti momenti dell’essiccazione

    Lavare bene le verdure e tagliarle a pezzetti

  2. Metterle in pentola senza scolarle
  3. Aggiungere il vino bianco
  4. Coprire con un coperchio ed iniziare a cuocerle a fuoco basso
  5. Quando le verdure iniziano ad asciugarsi aggiungere il sale.
  6. Continuare a cuocere finché le verdure non saranno cotte e l’acqua completamente assorbita
  7. Se necessario per la cottura aggiungere uno o più cucchiai di acqua
  8. Quindi passarle nell’essiccatore tenendole larghe fra loro, utilizzando anche più piani del’apparecchio, far funzionare fino a completa disidratazione.
  9. Una volta essiccate le verdure frullarle, se il dado risultasse umido passarlo al microonde per qualche minuto a al di sotto dei 360 WATT.

Se non hai l’essiccatore puoi passare le verdure con il sale nel forno a 100° finché non sono disidratate.

Se vuoi utilizzale il microonde, scegli una potenza al di sotto dei 600 WATT, ogni 5 minuti controllare la disidratazione.


Conservatelo in frigorifero e cercate di consumarlo entro 3 mesi, 6 mesi se lo terrete sottovuoto. 


Buon Appetito!!

Crema al cioccolato senza uova Gluten FREE

Ho ideato questa crema al cioccolato senza uova perché oggi dovevo assolutamente fare una crema al cioccolato, ma non avevo le uova in casa, così sono uscita, ma non ho trovato le uova 0 o 1 ( le uniche uova che entrano nella mia cucina), e così è nata questa crema al cioccolato senza uova, già che c’ero ho utilizzato una farina senza glutine, e il risultato mi è piaciuto davvero moltissimo, talmente tanto che mi sarei mangiata la crema cucchiaiata dopo cucchiaiata.

Lista della spesa

  • 500 ml di latte – io scremato
  • 80 g di cioccolato fondente al 72 %
  • 40 g di zucchero semolato
  • 60 g di farina di riso

Cuciniamo

  1. Grattugiare finemente il cioccolato
  2. Setacciare lo zucchero e la farina
  3. Versare il latte in un pentolino e versare a pioggia gli altri ingredienti
  4. Mescolare con una frusta fino al raggiungimento del bollore, quindi continuare a mescolare per un paio di minuti abbassando un o’ il fuoco.
  5. Quindi spegnere il fuoco ed utilizzare la crema per farcire torte o versata in ciotole monoporzione servita con una grattugiata di cioccolato fondente e due biscotti.

Buon appetito!!

Dado Vegetale Granulare fatto in casa, eccezionale veramente!

 

Il dado granulare vegetale è ottimo sia per la preparazione del brodo vegetale sia per insaporire le pietanze. Se poi il dado è fatto in casa, diventa tutto più buono.

L’idea mi è venuta parlando con la mia carissima amica Antonella (la mia Gura, come la chiamo io!) del blog Mele&More , è stata lei infatti che mi ha fatto venire la voglia di preparare il dado vegetale granulare e da quando l’ho fatto la prima volta l’ho fatto e rifatto, come le ho detto tante volte mi ha aperto un mondo!! Ed ogni volta cambia il sapore cambiando le dosi delle verdure e le verdure stesse. Fra l’altro è anche un’ottima idea regalo.
Si può utilizzare al posto del sale, in aggiunta al sale per per aromatizzare o sciolto nell’acqua per fare un brodo vegetale.

Lista della spesa

  • 300 gr Sale dolce di Cervia
  • 700 gr di Verdure miste fra cui : Cipolla Rossa di Tropea compresa la cuticola e le radici – Aglio – Prezzemolo gambi e foglie – Carota compresa la buccia e la barba (se presente) – Sedano comprese le foglie – Verza
  • 1 bicchierino di vino bianco
  • Mirto in foglie e il Ginepro macinato a piacere – io Cannamela 

 

Cuciniamo

 

  1. Lavare bene le verdure e tagliarle a pezzetti
  2. Metterle in pentola senza scolarle
  3. Aggiungere il vino bianco
  4. Coprire con un coperchio ed iniziare a cuocerle a fuoco basso
  5. Quando le verdure iniziano ad asciugarsi aggiungere il sale.
  6. Continuare a cuocere finché le verdure non saranno cotte e l’acqua completamente assorbita
  7. Se necessario per la cottura aggiungere uno o più cucchiai di acqua
  8. Quindi passarle nell’essiccatore tenendole larghe fra loro, utilizzando anche più piani del’apparecchio, far funzionare fino a completa disidratazione.
  9. Una volta essiccate le verdure frullarle, se il dado risultasse umido passarlo al microonde per qualche minuto a al di sotto dei 360 WATT.

Se non hai l’essiccatore puoi passare le verdure con il sale nel forno a 100° finché non sono disidratate.
Se vuoi utilizzale il microonde, scegli una potenza al di sotto dei 600 WATT, ogni 5 minuti controllare la disidratazione.

Conservatelo in frigorifero e cercate di consumarlo entro 3 mesi, 6 mesi se lo terrete sottovuoto. 

Buon Appetito!!

 

A Tu per Tu :Cremor tartaro o Lievito per Dolci?

Carissime Amiche Mie,
oggi ho fatto una scoperta che mi ha totalmente conquistato! Per la prima volta in vita mia ho usato il cremor tartaro, ed è stato molto interessante il risultato ottenuto . Ho fatto le basi per una torta di compelanno della bimba speciale di cui a volte mi sentite parlare, sono una torta arcobaleno e una astratta, presto vi farò un gran bel post su queste torte :))
Come vi dicevo non ho mai utilizzato il cremor tartato nelle torte, e per la prima volta ho deciso di fare questo esperimento, era davvero tanto tempo che avevo acquistato delle bustine, ma titubavo sempre e oggi stavo facendo la torta gli ingredienti erano tutti pesati e le uova stavano montando con lo zucchero, apro la scatola dei miei lieviti e con grande disappunto noto che il lievito per dolci è finito! UFF…. e ora?
Fortunatamente proprio stamattina avevo acquistato il bicarbonato con l’intenzione di utilizzarlo per il cremor tartaro e allora gioco forza timidamente e un po’ recalcitrante ho messo il cremor col bicarbonato nel robot da cucina.
La torta non doveva essere un pan di spagna eppure il risultato appena sfornata era decisamente soffice, come se avessi fatto una base per cupcake o un pan di spagna.
Ora in forno c’è la seconda torta e sta crescendo davvero bene, la prima quella sfornata di impeto sta raffreddando e sembra molto umida… solo domani sera la mangeremo e pertanto solo allora potrò dirvi come è il risultato finale di questo esperimento, in ogni caso se non l’avete mai provato fate un tentativo come ho fatto io, si tratta di un lievito naturale e decisamente data la sua veneranda età merita una possibilità !! :))
Ora vi lascio qualche dato fondamentale:

Il bitartrato di potassio (o idrogenotartrato di potassio) è un sale di potassiodell’acido tartarico. È noto anche con il nome di cremor tartaro.
A temperatura ambiente si presenta come un solido da incolore a bianco, inodore, ha bisogno del bicarbonato per essere attivato e al contrario della lievitazione naturale (con lievito di birra) provocata dalla presenza di microorganismi che fermentanogli zuccheri, la lievitazione dovuta al cremor tartaro è causata dalla reazione tra cremor tartaro (acido tartarico) e bicarbonato di sodio che libera anidride carbonica, creando delle bolle che, dilatandosi durante la cottura, gonfiano il prodotto alimentare.
Il cremor tartaro lievitato resta più leggero, non gonfia e non appesantisce lo stomaco a differenza del lievito, è fondamentale per la preparazione dei lievitati destinati agli intolleranti al lievito;  non contiene  stabilizzante ’E470a, che può provenire da bovini o da suini pertanto chi è vegetariano o vegano lo può utilizzare in tranquillità.