Dolci di Natale: Pandoro alla farina di farro

Pandoro alla farina di farina
Pandoro alla farina di farina

Il Pandoro è un grande classico del Natale che non manca mai sulle nostre tavole, quest’anno anch’io ho deciso di cimentarmi nella sua preparazione, ho dovuto fare vari tentativi per trovare la mia ricetta di questo dolce natalizio, ma alla fine ho realizzato il mio pandoro alla farina di farro.

Il mio pandoro ha una pasta molto soffice, nelle mie varie sperimentazioni ho cercato di limitare l’uso di burro, facendo anche dei tentativi con il burro chiarificato, che rende la pasta differente, sebbene abbia avuto un risultato soddisfacente. Certo rispetto al pandoro comprato che sia di pasticceria od industriale tende a seccarsi un più in fretta, ma generalmente questi sono dolci che si consumano molto in fretta; non so da te ma a casa mia funziona così 😛 ed il problema della conservazione è relativo. 😀 😀 😀

Ti lascio la lista della spesa di entrambe le versioni, il  procedimento è lo stesso, le differenze consistono negli ingredienti. Il burro, la farina e lo zucchero, nella versione al farro la farina è composta di farro e di una piccola parte di farina di tipo 0; mentre nella versione col burro chiarificato la farina è interamente composta da farina manitoba di tipo 0 con una piccola parte di zucchero a velo nella quantità di zucchero utilizzato.

La ricetta base che ho modificato secondo le mie esigenze è quella che ho trovato nello stampo per il pandoro.

Il mio pandoro ha una lievitazione veloce, realizzata con la funzione lievitazione del forno.
Se il tuo forno non è dotato di questa funzione, puoi procedere nella lievitazione in forno con una ciotola di acqua sulla base del forno e la lampadina accesa. Oppure avvolgi l’impasto coperto con della pellicola alimentare in una coperta per le prime due lievitazioni, poi in forno con la lampadina spenta quando hai trasferito l’impasto nel tipico stampo per il pandoro per l’ultima lievitazione.

 

Lista della spesa per il pandoro al farro

Lista per la biga

  • 70 g di farina di farro
  • 1 bustina di lievito di birra essiccato – io una bustina da 7 g
  • 50 ml di acqua tiepida

Lista per il primo impasto

  • 2 uova – io biologiche
  • 130 g di farina di farro
  • 40 g di zucchero
  • 40 g di burro tagliato a tocchetti ed ammorbidito

 

Lista per il secondo impasto

  • 215 g di farina di farro
  • 55 g di farina di tipo 0
  • 130 g di di zucchero – se ti piace un gusto più dolce del  pandoro aggiungi altri 20 g
  • 3 uova – io biologiche
  • 3 tuorli – io biologici
  • 3 g di sale – io sale dolce di Cervia
  • 160 g di burro ammorbidito e tagliato a tocchetti – per un effetto più burroso si può aumentare il burro di 20-30 g
  • 2 cucchiaini di rum (io me lo sono dimenticato)

Decorazione

Zucchero a velo a piacere

 

Lista della spesa per il pandoro col burro chiarificato

Lista per la biga

  • 70 g di farina di tipo 0
  • 1 bustina di lievito di birra essiccato – io una bustina da 7 g
  • 50 ml di acqua tiepida

Lista per il primo impasto

  • 2 uova – io biologiche
  • 130 g di farina di tipo 0
  • 40 g di zucchero
  • 30 g di burro chiarificato tagliato a tocchetti ed ammorbidito

Lista per il secondo impasto

  • 270 g di farina di tipo 0
  • 100 g di di zucchero – se ti piace un gusto più dolce del pandoro aggiungi altri 20 g
  • 30 g di zucchero a velo
  • 3 uova – io biologiche
  • 3 tuorli – io biologici
  • 6 g di sale – io sale dolce di Cervia
  • 150 g di burro chiarificato fuso e tagliato a tocchetti
  • 2 cucchiaini di rum

Decorazione

Zucchero a velo a piacere

 

Cuciniamo

Prepariamo la biga

  1. Impastare in un’insalatiera media (da utilizzare per la biga ed il primo impasto) il lievito con la farina e l’acqua e formate una palla.
  2. Mettere a lievitare la biga fino al raddoppio dell’impasto in forno con la funzione lievitazione. Io l’ho fatta lievitare finché non ho visto delle bolle nell’impasto (dei veri e propri buchi).

Prepariamo il primo impasto

  1. Nel cestello della planetaria (o di altro elettrodomestico) versare la farina, lo zucchero, la biga e il primo uovo e procedere con l’impastare.
  2. Quando l’uovo sarà completamente assorbito aggiungere il secondo uovo e dopo l’assorbimento aggiungere il  burro.
  3. Impastare finché il burro sarà totalmente amalgamato nell’impasto.
  4. Continuare ad impastare finché il composto si staccherà dai bordi del cestello attorcigliandosi intorno al gancio (incordatura) e l’impasto risulterà lucido e colloso.
  5. Trasferirlo nell’insalatiera in cui è stata preparata la biga, disporla nel forno e farlo lievitare finché non raggiunge più del doppio il volume iniziale, a me coincideva col bordo dell’insalatiera.

 

Prepariamo il secondo impasto

  1. Nel cestello della planetaria inserire gli ultimi ingredienti partendo dalla farina, lo zucchero, il sale, il rum (che io ho dimenticato), la pasta lievita e le uova e i tuorli facendoli assorbire dall’impasto uno alla volta prima di aggiungere gli altri.
  2. Una volta incorporate tutte le uova procedere con l’aggiunta del burro, un po’ alla volta, impastando finché il composto non s’incorda ed appare lucido, colloso ed elastico.
  3. Nel frattempo imburrare uno stampo per pandoro compreso il bordo esterno, trasferirvi la pasta lievita porlo in forno con la funzione lievitazione e farlo lievitare finché la cupola esce dal bordo.
  4. Se prepari il pandoro nella versione col burro chiarificato, non aspettare che la cupola del pandoro esca da bordo per farlo cuocere, procedi con la cottura quando sta per raggiungere il bordo.

 

Cuciniamo il pandoro

  1. Togliere dal forno lo stampo e la ciotola dell’acqua, inserire la funzione statico al forno e portarlo a 180°.
  2. Quindi infornare il pandoro su una teglia disposta nella parte inferiore del forno.
  3. Cuocere per 50 minuti, se il pandoro tende a scurirsi troppo abbassare la temperatura, io l’ho portata progressivamente a 145°.
  4. Passato il tempo fare la prova stecchino (in questo caso per spiedini), se la prova viene superata sfornare il pandoro e farlo freddare.
  5. Una volta sformato il pandoro spolverizzarlo di zucchero a velo e servirlo con un spumante dolce.

 

Buon Appetito !!

 

Pane di semola e farina grano, alla Paprika dolce ed Erbe di Provenza. Ed il segreto per farlo leggero e buonissimo!

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Pane di semola e farina grano, alla Paprika dolce ed Erbe di Provenza. Ed il segreto per farlo leggero e buonissimo!

Il pane si sa è una delle cose più buone che ci sia, se poi la ricetta del pane è senza zuccheri aggiunti e con pochissimo lievito, è ancora più buono!!

Molto spesso si pensa che farne uno buono in casa sia impossibile, ma secondo me non è così. Certo si devono seguire delle regole, e si deve far attenzione a non fargli prendere correnti d’aria, ma alla fine tutti possono cimentarsi nella preparazione del pane, con pochi piccoli segreti!

Questa ricetta prevede una lievitazione di oltre 30 ore, ma non preoccuparti, il tempo effettivo da dedicarle è al massimo di 20/25 minuti nell’arco di due giorni.

 

Lista della spesa

  • 200 g di farina di tipo 2
  • 200 g di farina di tipo 0
  • 600 g di semola di grano duro rimacinata
  • 250-300 ml di acqua e se necessario aggiungerne un po’ alla volta
  • Sale q. b.
  • 12 g di lievito per pane – io lievito di birra essiccato arricchito con pasta madre essiccata
  • Paprika Affumicata ed Erbe di Provenza a piacere- io Cannamela
  • Pellicola alimentare q. b.

Attenzione: La quantità d’acqua riportata è puramente indicativa. Io di norma per la quantità mi regolo ad occhio, anche perché l’acqua dipende molto dall’umidità ambientale. Di norma l’acqua deve essere 1/3 della farina. 

Trucco: il lievito ed il sale non devono entrare in contatto, quindi aggiungerli agli ingredienti in modo separato

 

Cuciniamo

  1. Nel cestello della planetaria versare il lievito, quindi versare le tre farine ed infine il sale.
  2. Attivare la planetaria mescolando tutti gli ingredienti.
  3. Aggiungere a filo l’acqua, poco alla volta facendola assorbire bene dall’impasto.
  4. Quando si è formata una palla liscia e lucida, trasferirla in una ciotola capiente e coprirla con la pellicola alimentare.
  5. Coprire la ciotola con canovaccio e poi con una coperta calda o un pile, dopo un paio di ore spostare la ciotola nel forno spento e continuare a farla lievitare.
  6. Dopo circa 24 ore dividere l’impasto in tre parti per ottenere una treccia.
  7. Sulla prima porzione di pasta spolverizzare abbondante Paprika dolce.
  8. Sulla seconda porzione di pasta spolverizzare abbondanti Erbe di Provenza.
  9. La terza lasciarla al naturale.
  10. Lavorare le 3 porzioni d’impasto singolarmente ottenendo 3 filoni, più lunghi sono più la treccia viene grande.
  11. Durante la lavorazione dei filoncini, se volete aggiungere altra Paprika dolce ed Erbe di Provenza.
  12. Formare una treccia, quindi arrotolarla su se stessa e lasciarla lievitare, fuori dal forno, coperta con la pellicola alimentare un canovaccio e il pile.
  13. Lasciare lievitare ancora per circa altre 6 ore, o almeno fino a quando non vedete che è cresciuta più del doppio.
  14. Ricoprire una placca da forno di carta da forno e spolverizzare di farina.
  15. Accendere il forno e portarlo a 200°, quindi infornare la treccia per 40 minuti, passato il tempo rovesciarla e farla dorare per altri 5 minuti.
  16. Quindi sfornarla e lasciarla freddare un po’ prima di servirla.
Più l’impasto lieviterà e più risulterà leggero.
Buon Appetito!!

Focaccia Finocchiona Sbriciolona Asiago e Maasdamer

 

La ricetta che vi propongo oggi è una focaccia molto adatta a questo bellissimo periodo pasquale, come sapete ho vissuto 7 anni e mezzo in Umbria, e sapete una delle pietanze tipiche umbre è la famosissima torta al formaggio…  ma ci credete se vi dico che non l’ho mai fatta? Bè sebbene non l’abbia mai cucinata l’ho mangiata tantissime volte, e l’adoro davvero è davvero una torta salata favolosa!

 

Questa focaccia prende spunto da questa fantastica torta al formaggio, ho aggiunto la FINOCCHIONA SBRICIOLONA ANTICA MACELLERIA FALORNI, che colpisce non solo col senso del gusto, ma anche con tutti gli altri sensi, è un salume infatti che risulta sempre nuovo ogni volta che lo mangi, ogni volta è un po’ come se lo gustassi per la prima volta, il sapore è talmente ricco di sensazioni che si scopre sempre una sfumatura differente.
Il giorno in cui ho fatto questa focaccia avevo voglia di mangiare un piatto pieno di sapori, che mi ricordasse le sere con i nostri amici in Umbria, un piatto che mi ricordasse la bellezza e il calore di una sera passata davanti caminetto, insomma volevo un piatto pieno di carattere magari anche calorico, ma una volta ogni tanto ci sta anche bene…  ed è così che è nata questa focaccia piena di gusto e calore… e poi con questo tempo che ci fa ancora pensare di essere in pieno inverno ci sta proprio bene, ottima per il pranzo di Pasqua come antipasto caldo tagliato a quadrotti o come focaccia da accompagnare ad altre buone pietanze.

Ecco la ricetta 😉

INGREDIENTI
1kg di farina tipo 00
200 gr di formaggio fra Asiago e Maasdamer a seconda delle vostre preferenze
2 uova
300 gr di latte
1 bustina di lievito disidratato
3 chucchiaini da caffè di zucchero
Olio per ungere la terrina di vetro dove far lievitare la pasta
Sale qb
PROCEDIMENTO
Nell’impastatrice versare la farina il sale il lievito e lo zucchero e azionatela a bassa velocità per mischiare gli ingredienti, a questo punto aggiungere le uova e dopo qualche secondo iniziate a versare a filo il latte precedentemente intiepidito  in più tempi finché l’impasto non è tutto raccolta aumentando progressiavamente la velocità. Quando si forma la palla, ed avrete ottenuto un bell’impasto liscio e morbido,  ungete con dell’olio una terrina in vetro dai bordi alti in tutta la sua superficie interna, adagiarci la pasta, oleate anche la superficie della pasta (per non farla seccare) e mettete a lievitare per alcune ore in forno con la funzione lievitazione se l’avete altrimenti versate sul fondo del forno dell’acqua e accendete la luce del forno e lasciate lievitare per alcune ore, più lievita e meglio è ma lasciatela lievitare almeno per 374h, in forno la pasta non sarà soggetta alle correnti d’aria e la temperatura rimarrà costante.
Ora sfornate l’impasto e adagiatelo sulla spianatoia dove incorporerete  i formaggi precedentemente tagliati a cubettini e la finocchiona sminuzzata possibilmente a mano e impastare per incorporare tutti i dadini nell’impasto.
Foderate la teglia con la carta da forno e mettete sopra la pasta picchiettandola grossolanamente, è comunque un piatto rustico, coi polpastrelli come se steste suonando il pianoforte, e lasciate lievitare sempre in forno finché non sarà raddoppiata, accendete il forno con la teglia al suo interno e portatelo a 200° per 25 minuti.
Servitela calda, se la fate il giorno prima o alcune ore prima di consumarla scaldatela per permettere al formaggio di scaldarsi a sua volta, sarà molto più buona così 😉
Buon Appetitoooooooo

 

 

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Pane al Basilichito e cotechino

Qualche giorno fa l’Am8 torna a casa con un cotechino fresco, gli è stato gentilmente donato da Alfredo colgo l’occasione per ringraziarlo moltissimo. Alfredo con passione prepara cotechini e salami, purtroppo non ho mezzi a parte le parole per farvi capire la bontà di questi prodotti, negli ingredienti di sicuro ci sono la cura e l’attenzione ma anche amore per la terra per il buon cibo, una cosa è certa sono talmente buoni e curati che dobbiamo forzarci a fare fette piccolissime per farli durare di più!

La scorsa domenica decido di fare un pranzo dedicato all’inverno cotechino e polenta bianca semplicemente cotta e bruscata per essere da supporto e non una primadonna… il protagonista era lui il cotechino!
Cuocio il cotechino in abbondante acqua facendogli perdere tutto il grasso… e alla fine dopo tre ore di cottura è pronto!
La stessa mattina avevo voglia di fare il pane, un pane diverso un pane profumato, già ma quale erba aromatica utilizzare? Guardo la mia cucina passando in rassegna mentalmente ogni stipetto ogni pensile e la dispensa in attesa di un suggerimento da parte sua, ed eccolo lì che arriva, arriva prontamente poiché vedo il BASILICHITO …. mmmm inizia a solleticarmi l’idea un pane che sa Liguria e di sole un pane che ricorda il giallo dei limoni e il verde del basilico, si è deciso! Tiro fuori la farina e il lievito (che non mancano mai nel mio prezioso angolo della cucina, non si sa mai quando potrebbero servire!!) e inizio a pesare, domenica per la prima volta ho provato ad impastare il pane con il mio fidato robot da cucina, generalmente l’ho fatto sempre a mano, ma no domenica ho detto diamo fiducia al robot… prendo dalla dispensa la bottiglietta allegra e solare del BASILICHITO, questa bevanda così poliedrica e generosa così verace e naturale, me la coccolo fra le mani, mmm quasi quasi me la bevo, ma no! Ho detto pane e pane sia! E così inizio a fare il necessario per il miracolo del pane, perché il pane è un vero miracolo che avviene ogni volta che si decide di prepararlo, e vedere crescere e vivere la pasta non si può definire in altro modo se non miracolo!
Il cotechino (ottimo) ovviamente era troppo per essere mangiato in due in un solo pasto… e mentre guardavo la pasta che lievitava… mi si accende la lampadina pane BASILICHITO e ….. cotechino,  caspita se ci è piaciuto… 😉 il risultato è stato un pane da mangiare in tutte le occasioni e in qualsiasi momento della giornata.

 

Ecco la ricetta

INGREDIENTI
650 gr di farina 00 di cui 285gr di farina di semola
1 bottiglietta di BASILICHITO
1 bustina di lievito disidratato
2 cucchiaini di zucchero
sale qb
2 fette e ½ di cotechino
acqua e farina 00 se necessario
Olio evo qb
PROCEDIMENTO
Mettere le farine lo zucchero il lievito e il sale nell’impastatrice (o impastare a mano se volete) e attivarla a bassa velocità ora aggiungere a filo una bottiglietta di BASILICHITO a temperatura ambiente ed aumentare piano la velocità e se necessario aggiungere poca acqua alla volta non deve essere fredda, quando la palla sarà bianca liscia lucida e bella oliate una ciotola dai bordi alti con olio evo, poggiate la pasta, accarezzate (deve proprio essere una carezza) la superficie con olio evo fate il taglio a croce e mettete a lievitare in forno (il mio ha la funzione lievitazione) con la lampadina accesa e dell’acqua sul fondo del forno, la lievitazione in genere più dura e meglio è, ma quando vedete l’impasto è più che raddoppiato e si sono formate le bolle effetto nido d’ape tiratelo fuori dal forno, mettetelo sulla spianatoia, che avrete leggermente cosparso di farina e impastate velocemente, a questo punto incorporate il cotechino tagliato a dadini piccoli piccoli e mettete di nuovo a lievitare in forno, quando sarà raddoppiato il volume cuocete il pane in forno 200° per 30 minuti, sfornatelo quando è dorato.
Mangiatelo caldo freddo tiepido… come volete!
Attenzione gli zuccheri del BASILICHITO attivano maggiormente il lievito, monitorate la lievitazione.
CON QUESTA RICETTA PARTECIPO AL CONTEST DI MIMMA DEL BLOG PASTICCI E PASTICCINI DI MIMMA
CON QUESTA RICETTA PARTECIPO AL CONTEST DI SILVIA DEL BLOG PERLE AI PORCHY

Pan Brioche con mele ed Armagnac al profumo di spezie

Alcuni giorni fa mi imbatto in questo concorso “Spazio alle Spezie” è da poco che è nata la mia immensa passione per le spezie, questa passione sta stuzzica la mia fantasia facendola vibrare allegramente, ovviamente quando ho letto il tema di questo contest non ho potuto che pensare devo partecipare, devo partecipare, voglio partecipare!!

Leggo le miscele una più invitante dell’altra, ma una in particolare cattura la mia mente Miscela Francese – Francia, ideale per i dolci o nell’impasto delle crepes.
Il mio pensiero subito va alle mie splendide vacanze con l’Am8 in Francia sono davvero tanti anni che ci andiamo con e senza le nostre amate appendici pelose…… ok è deciso scrivo per candidarmi al concorso e mi viene inviata la miscela da Flavio e per quest’opportunità lo ringrazio!

Stamattina quando ho trovato nella buca delle lettere una busta ho sperato subito che fosse il campione, e si era lui era finalmente arrivato e mentre sentivo il profumo che già solleticava la mia mente, ricordandomi le boulangerie che in Francia sono vere e proprie tappe fisse nelle nostre passeggiate nei paesi o nelle stazioni sciistiche; amo i profumi delle spezie che invadono la mente e i sensi nei dolci, e ora finalmente posso utilizzare quella miscela.

Arrivate le spezie avevo un altro problema da risolvere….. quale dolce preparo? Non so come mai mi viene in mente una chiacchierata con la mia amica Marianna di qualche tempo fa in cui mi dice che ha fatto il pan brioche, penso subito io non l’ho mai fatto il pan brioche e mi piacerebbe proprio provare, si dovrei proprio farlo… ma un momento e se ci mettessi le spezie francesi? … buono e se ci mettessi le mele?… e se le mele le facessi macerare nell’armagnac? ………. mmmmmmm si ok lo faccio!!

Ed è così che è nato il mio primo pan brioche che sicuramente rifarò!

INGREDIENTI
250gr di farina 0
250 gr di farina di semola
190 gr di latte scremato
40 gr di burro
2 uova grandi
2 cucchiai di zucchero + 1 e mezzo
1 bustina di lievito disidratato
2 cucchiaini di spezie d’oriente miscela francese

PER LA FARCITURA
2 cucchiai di Armagnac
3 mele
PER DECORARE
Zucchero a velo qb

PROCEDIMENTO

Sciogliere il burro a bagnomaria o come ho fatto nel microonde, mi raccomando la potenza del microonde non deve essere elevata, deve essere un procedimento molto dolce, ho scaldato il latte, ho usato l’impastatrice per impastare ho messo tutti gli ingredienti tranne il latte il burro nel cestello ed ho iniziato ad impastare a velocità molto bassa, ho aggiunto il burro fuso a pioggia e per ultimo il latte, quindi ho continuato ad impastare prima a velocità bassa aumentando sempre più la velocità  fino ad ottenere una bella palla liscia morbida e profumata!!
Ho messo a lievitare per 2h il mio impasto, nel frattempo ho sbucciato le mele le ho tagliate a fettine di circa 1 cm e le ho fatte macerare nell’Armagnac con lo zucchero.
Dopo 2h  ho versato un po’ di semola sulla spianatoia ed ho preso dei pezzetti d’impasto li ho stesi fino ad ottenere delle strisce molto sottili quindi ho disposto le fettine di mele ed ho arrotolato su se stesse le strisce in modo da ottenere delle rose di pan brioche e mele.
Ho ottenuto 8 rose farcite con le mele, con l’impasto restante ho fatto delle rose più piccole, ho spennellato le strisce  prima di arrotolarle su se stesse con l’Armagnac e lo zucchero con cui avevo fatto macerare le mele, ho ottenuto 18 roselline ho fatto lievitare le rose grandi e quelle piccole per 1 ora dal momento in cui ho finito di lavorare l’impasto.
Il mio forno ha funzione Lievitazione, chi non l’ha può mettere l’impasto in forno ed accendere la luce del forno con dell’acqua sul fondo del forno.
 Quando ho acceso il forno le rose erano al suo interno le ho fatte cuocere per 15 minuti a 200°, passati i 15 minuti ho fatto la prova stecchino e le ho sfornate.
Quindi le ho spolverizzate con lo zucchero a velo e ho “sgocciolato” le rose con il restante Armagnac zuccherato.
Il risultato è un dolce non molto dolce, molto soffice con un profumo di spezie misto al liquore che crea un mix davvero speciale…. Ho detto GNAM GNAMM GNAMMM J



 

Con questa ricetta partecipo al Concorso “Spazio alle Spezie” del blog  Orodorienthe

 
 

Pizza bianca con uva, fichi, mozzarella, toma piemontese e prosciutto crudo

 

Eccomi qui a candidare una nuova ricetta al contest di UnGiorno Senza Fretta UVA & FICHI, il tema mi è piaciuto talmente tanto che ieri mi sono messa ad impastare ed a farcire la mia pizza “nuova di zecca” con uva, fichi, mozzarella, toma piemontese e prosciutto crudo. Troppi ingredienti dite? Nooo credetemi il risultato è un misto di dolce e salato e nel palato i sapori si fondono creando quel certo non so che che in cucina sta proprio bene!!
Una mia amica mi aveva parlato di una pizza che aveva visto preparare a La prova del cuoco, e si tratta di una pizza con uva fichi e mozzarella, ma quando ho detto al mio maritino che avevo intenzione di farla, mi ha bloccato dicendo però aggiungici il prosciutto crudo. Il prosciutto crudo coi fichi nella pizza bianca spaccata a metà lo mangiavo quando ero piccola nella mia casa a Roma, mia nonna mi preparava spesso questa merenda nel periodo dei fichi… dovete proprio provare questi 3 sapori uniti insieme ……… mmmm che ricordi!!
Quindi coi ricordi in mano e il fantasia che mi solleticava nell’altra è nata la mia pizza bianca con uva, fichi, mozzarella, toma piemontese e prosciutto crudo.
Ecco gli ingredienti e il procedimento :))
INGREDIENTI
– 500gr di farina 00
– 500gr di farina Manitoba
– 1 confezione di lievito per pane liofilizzato
– 3 chucchiaini di zucchero
– sale fino e grosso qb
– acqua qb
– olio
– farina per la spianatora
– 4/6 fichi maturi
– 1 grappolo di uva nera
– 1 mozzarella
– 65gr di toma piemontese
– 4 fette di prosciutto crudo


PROCEDIMENTO
In una terrina di vetro molto capiente unire tutti gli ingredienti, tranne il sale grosso, e iniziate a mischiare quindi aggiungere l’acqua in più tempi finché la farina non è tutta raccolta. Quando si forma la palla iniziare a impastare sulla spianatora e quando avete ottenuto un bell’impasto liscio e morbido mettete dell’olio nell’insalatiera, su tutta la sua superficie interna e versarci la pasta, oleate la superficie e mettete a lievitare per alcune ore.
Premesso che più lievita meglio è, lasciate almeno 3 o 4 ore a lievitare, quindi impastare nuovamente e dividere la pasta in 3 parti, ognuna di esse  verrà stesa su una teglia, con 2 teglie ho fatto la pizza bianca del fornaio e con la terza ho fatto questa pizza.
Dopo aver steso la pasta ho aggiunto i dadini di mozzarella e la toma piemontese, poi i fichi tagliati in 4 spicchi quindi gli acini d’uva tagliati a metà e denocciolati e solo per ultimo il prosciutto cotto tagliato a listarelle :))
Ho cotto la pizza in forno a 270° per 10 minuti e poi GNAM!!

La pizza bianca del fornaio fatta in casa

 

Avete presente  la pizza bianca del fornaio quella salata sopra, con le “bolle” in mezzo come direbbe un bambino… quella stessa pizza che si spacca a metà e ci metti tutto quello che ti viene in mente?
Ebbene io quella pizza l’ho fatta stasera e devo dire che mi è venuta proprio bene!! ………… se mi faccio i complimenti da sola è solo perché era davvero tanto tempo che volevo provare a farla e alla fine ce l’ho fatta, volete per caso sapere se è da GNAM?
Si è proprio da GNAM, che bello vedere nel proprio forno una pizza che ha fatto parte della mia infanzia, che era a volte la mia merenda a scuola, ai miei tempi a a Roma ce la portavamo sempre, ricordo ancora quando andavo alle elementari e chiedevo assieme ai miei amici 50 Lire di pizza bianca, bene i ricordi sono meravigliosi, ma è meglio lasciarli lì dove sono, andiamo avanti con gioia senza malinconia e vediamo cosa serve per prepararla.
INGREDIENTI
– 500gr di farina 00
– 500gr di farina Manitoba
– 1 confezione di lievito per pane liofilizzato
– 3 chucchiaini di zucchero
– sale fino e grosso qb
– acqua qb
– olio
– farina per la spianatora
PROCEDIMENTO
In una terrina di vetro molto capiente unire tutti gli ingredienti, tranne il sale grosso, e iniziate a mischiare quindi aggiungere l’acqua in più tempi finché la farina non è tutta raccolta. Quando si forma la palla iniziare a impastare sulla spianatora e quando avete ottenuto un bell’impasto liscio e morbido mettete dell’olio nell’insalatiera, su tutta la sua superficie interna e versarci la pasta, oleate la superficie e mettete a lievitare per alcune ore.
Premesso che più lievita meglio è, lasciate almeno 3 o 4 ore a lievitare, quindi impastare nuovamente e dividere la pasta in 3 parti, ognuna di esse  verrà stesa su una teglia, quando avrete steso tutta la pasta con i polpastrelli toccate la pasta come se doveste suonare il pianoforte, e picchiettare la pasta, sulla cui superficie verrà versato a cucchiaiate un battuto di acqua ed olio.
Quindi versare il sale grosso sulla pasta e mettere a cuocere le teglie a 270° per circa 10 minuti quando si  sta  dorando la pasta controllare la cottura e se pronta spengete.
Servitela come preferite :))

Focaccia dolce all’uva con cocco e cioccolato

Amiche Mie sono molto emozionata perchè sto per presentarvi la ricetta che ho ideato per partecipare al mio primo contest, il tema è UVA e FICHI dal blog Un giorno senza fretta, ecco il link:

http://giornisenzafretta.blogspot.it/2012/08/uva-fichiil-mio-primo-contest.html

Inutile dire che a me piacciono entrambi… mmmmmm che buoni!!
Da quando ho letto il regolamento ho iniziato a pensare all’uva anche perchè in questi giorni mi sto davvero facendo delle grandi scorpacciate, davanti ai film (quando riesco a vederli) mi prendo una ciotola e invece di contenere popcorn essa contiene tanti bei acini d’uva lavati e privati del gambo e me li gusto vedendo scene di film, cosa c’è di meglio di passare le serate in questo modo io,  mio marito, a volte una bimba speciale, le nostre cane (si proprio cane, non mi piace il termine cagna/e)……. e tutto il mondo con le sue ansie e frenesie della vita quotidiana fuori casa,  mmmm che meraviglia e che relax!! Comunque tornando al contest pensavo uva… dolce, zuccherina che bello sarebbe mangiarla immersa una focaccia, si ma la focaccia deve essere dolce… ok ma ci vuole una nota esotica, mi ispira sta cosa dell’esotico e quindi si assolutamente ci vuole il cocco, si si il cocco è perfetto! …. ma col cocco ci sta molto bene il cioccolato e quest’ingrediente favoloso bè sta bene ovunque quindi si sposerà sicuramente anche con l’uva……….. bè Amiche Mie credetemi questa focaccia dolce è davvero buona, per non dire ottima; dapprima sentirete la morbidezza unita al gusto dell’uva poi arriva il sapore del cioccolato e per ultimo la bocca viene inondata dal gusto del cocco! E questo è proprio il caso di dire GNAM GNAM!! …………….. :))

INGREDIENTI
– 160gr di farina di semola
– 150gr di farina 00
– 90gr di farina di cocco
– 180gr di zucchero semolato
– 90gr di burro
– 2 uova intere
– 50gr di gocce di cioccolato fondente
– 1 bustina di lievito per dolci
– 80gr di latte
– 1 bel grappolo d’uva, io ho usato quella bianca, ma potete usare qualsiasi tipo di uva
– farina e zucchero per la spianatora e il mattarello
PROCEDIMENTO
Prendete una terrina mettete tutti gli ingredienti ed iniziate ad impastare, finchè non otterrete un impasto grossolano. Poi passate ad impastare sulla spianatora facendo attenzione a lasciare sul piano sempre un po’ di farina, per evitare che l’impasto s’attacchi alla spianatora, io ho usato quella di semola. Quando l’impasto è bello liscio e morbido inglobate le gocce di cioccolato, quindi foderate una leccarda con carta da forno e stendete l’impasto ottenuto come se dovesse essere una pizza, aiutatevi con un mattarello piccolo,io ho usato quello per la pdz, perchè lo trovo più manegevole, ma quello tradizionale di legno va benissimo; e per non far attaccare il composto al mattarello spolverizzate l’impasto con dello zucchero semolato. A questo punto posizionate gli acini d’uva interi o tagliati a metà se il grappolo risultasse troppo piccolo e spolverizzate nuovamente di zucchero semolato. Cuocere a 180° per mezz’ora … servire fredda… noi a casa l’abbiamo inizata a mangiare appena sfornata, non siamo riusciti a resistere :))