Dolce per Halloween: Ciambella alla zucca, fiori di zucca e Nutella

Ciambella alla zucca, fiori di zucca, Nutella e semi di lino
Ciambella alla zucca, fiori di zucca, Nutella e semi di lino

Poteva mancare il mio dolce per la sera di Halloween? Una ciambella soffice con zucca, fiori di zucca, semi di lino e soprattutto Nutella. Se sei alla ricerca di una ricetta facile da preparare, ma dal successo assicurato, credimi questa ricetta fa al caso tuo!!

Questa è una torta senza decorazioni, per chi non ha voglia o tempo per fare le decorazioni 😀 . Nella foto ho proposto le fette della ciambella, per far vedere il bellissimo colore arancio all’interno del dolce una volta tagliata la ciambella.

Io non ho abbondato con la Nutella per non coprire il sapore delicato della zucca.

 

Lista della spesa

  • 150 g di farina manitoba
  • 50 g di maizena
  • 100 g di farina di semola
  • 3 uova
  • 200 g di zucchero
  • 80 ml di olio di semi di mais
  • 50 ml di latte
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 300 g di zucca tipo napoletana
  • 3 fiori di zucca
  • 1 cucchiaino di semi di lino
  • Nutella a piacere

 

Cuciniamo

  1. Lavare e tagliare a dadini la zucca,  fate lo stesso coi fiori di zucca io li ho tagliati in 3 parti ciascuno.
  2. Cuocere insieme sia la zucca che i fiori di zucca al vapore. Io li ho cotti insieme nel microonde utilizzando una vaporiera per microonde (la zucca sotto e i fiori sopra), a 900 watt per 8 minuti.
  3. Dopo averli cotti fateli raffreddare per evitare di cuocere le uova e gli altri ingredienti.
  4. Quando saranno raffreddati mettere tutti gli ingredienti tranne la zucca e i fiori i zucca nella planetaria.
  5. Montare per circa 7-8 minuti, quindi incorporate la zucca e i fiori zucca.
  6. Continuate a montare per altri 3 minuti, noterai che montando le verdure tenderanno naturalmente a sminuzzarsi, e doneranno il colore arancio all’impasto.
  7. Oleare o imburrare uno stampo e infarinarlo, superare questo passaggio se si usa uno stampo in silicone.
  8. Versare in un contenitore per microonde la Nutella che si vuole utilizzare e passarla al microonde ( 360 Watt per circa 1 minuto ), per evitare che scenda sul fondo della torta.
  9. Versare metà dell’impasto nello stampo, quindi aggiungere la Nutella aiutandosi con un cucchiaio, poi versare il restante composto.
  10. Infornate per  25 minuti in forno preriscaldato a 175°.
  11. Fare la prova stecchino prima di sfornare.
  12. Servire la ciambella fredda.

 

Buon Appetito !!

Pasta col tonno a modo mio

Pasta col tonno a modo mio
Pasta col tonno a modo mio

La pasta col tonno è indiscutibilmente una delle mie preferite, oltre ad essere un piatto molto veloce e semplice da preparare cosa che secondo me non guasta mai 😀
Questa che ti propongo non è la classica pasta col tonno, ma una mia versione GLUTEN FREE e più ricca e saporita, risulta ottima in ogni stagione ed adatta ad ogni occasione, buonissima come piatto unico o per una cena poco impegnativa con gli amici.

In estate spesso sostituisco la passata di pomodoro con i pomodorini freschi perini o pachino, è davvero buonissima così 😉

Lista della spesa per 4 persone

 

Cuciniamo

  1. Versa in una padella un cucchiaio d’olio, l’aglio e il preparato per il soffritto, quindi il tonno e fai rosolare per un paio di minuti a fuoco medio.
  2. Aggiungi la passata di pomodoro, i capperi dissalati, le alici e mescola di frequente.
  3. A metà cottura aggiungi il pesto all’aglio orsino, la paprika affumicata e la bottarga di tonno (proprio un pizzico altrimenti prende il sopravvento e rende il sugo troppo salato), ricordati di mescolare frequentemente.
  4. Se il sugo tendesse a restringersi troppo aggiungi un cucchiaio di acqua.
  5. Assaggia il sugo e se necessario aggiusta di sale.
  6. A fine cottura aggiungi il secondo cucchiaio di olio.
  7. Nel frattempo porta ad ebollizione abbondante acqua salata, quando l’acqua raggiunge il bollore salare e versare la pasta.
  8. Lascia indietro la cottura della pasta di un minuto, quindi versa un paio di cucchiai d’acqua di cottura nella padella in cui avrai preparato il condimento, scola la pasta e versala nella padella, termina la cottura, mescolando per far amalgamare la pasta al sugo.
  9. Impiatta e servi.

Buon Appetito !!

Dolci per la colazione: il plumcake di farro

Plumcake di farro perfetto per la colazione
Plumcake di farro perfetto per la colazione

La farina di farro dona a questo plumcake il caldo color nocciola e l’aspetto rustico, vedendolo mi ricorda le belle colazioni che passavo nella mia amata Umbria. È un dolce perfetto per la colazione poiché risulta molto saporito e soprattutto è adatto all’inzuppo. 😀 Si lo so non è molto chic, ma cosa c’è di meglio che inzuppare una fetta di plumcake nel caffellatte la mattina appena svegli? 😉

Inoltre cosa da non trascurare assolutamente il plumcake di farro, oltre ad essere semplice e veloce da preparare, si presta anche come base perfetta per altri dolci.

Ma sai da cosa deriva il nome Plumcake? Questo è un dolce di origine inglese a base di farina, uova, zucchero e burro. Spesso ha l’aggiunta di spezie e liquori ed è arricchito con frutta secca oppure candita. In Inghilterra viene servito a fette assieme al tè delle cinque. Anticamente in Inghilterra come ingrediente di questo dolce si usavano le prugne secche, da qui il suo nome plum (prugne) cake ( torta o dolce) o plumcake. Nei paesi anglosassoni oggigiorno il plumcake è chiamato fruitcake, mentre il nome plum cake negli Stati Uniti è utilizzato per le torte alle prugne.

Lista della spesa

 

Cuciniamo

Montare le uova con lo zucchero nella planetaria, aggiungere il lievito e la farina a cucchiaiate dopo averla setacciata, quindi il burro ammorbidito spezzettandolo con le mani, a questo punto aggiungere l’acquavite e l’acqua.

Accendere il forno nella funzione statico e portarlo a 170°

Nel frattempo imburrare uno stampo da plumcake grande (io ne ho usati due piccoli) infarinarlo e versare il composto nello stampo, infornare per 25/30 minuti, fare la prova stecchino prima di sfornare il plumcake.

Togliere il dolce dallo stampo e farlo freddare su una gratella

Buon Appetito !!

Una curiosità sul Geist di Lamponi

Waldhimbeergeist

Nota olfattiva: Fruttata
Gusto: Amabile
Descrizione organolettica: lamponi
Abbinamenti: cioccolato fondente, formaggi freschi e delicati, caffè
Occasione: Classico, Fine Pasto
Premi vinti: 2010 ISW – Intern. Spirituosen Wettbewerb – Silber    2009 ISW – Intern. Spirituosen Wettbewerb – Gold   2009 Concorso internazionale Acquaviti d’oro – Silver   2005 ISW – Intern. Spirituosen Wettbewerb – Silber
Gradazione: 40°
Invecchiamento: 1 anno in recipienti inox Temperatura di servizio: 5°C

Frittata di rucola e cipolle caramellate con aceto balsamico IGP

Frittata rucola e cipolle caramellate con aceto balsamico IGP
Frittata rucola e cipolle caramellate con aceto balsamico IGP

La frittata è un classico della cucina italiana, la frittata di cipolle poi secondo me è una delle più buone in assoluto 😀 . Questa ricetta, oltre ad essere un piatto molto economico, è davvero molto semplice da preparare. Rispetto alla versione classica, ho aggiunto l’aceto balsamico e la rucola, questi due ingredienti aggiungono quel quid in più e il sapore risulta ancora più pieno e ricco.

TRUCCO: Per rendere le cipolle più digeribili, dopo averle mondate e tagliate, lasciale un quarto d’ora a bagno nell’acqua e poi sciacquarle. Dopo cuocile nell’acqua. 😉

 

Lista della spesa

Il latte serve per rendere la frittata più soffice 😉

 

Cuciniamo

  1. In una padella antiaderente versare l’olio fatelo scaldare, quindi aggiungete le cipolle mondate e tagliate a fettine sottili.
  2. Cuocere le cipolle aggiungendo di tanto in tanto un cucchiaio d’acqua (questo serve a non usare troppo olio) per evitare che le cipolle si secchino, aggiustate di sale e pepe.
  3. Quando le cipolle sono quasi cotte sfumare con l’aceto balsamico, fare insaporire fino a che le cipolle si sono caramellate, a questo punto aggiungete la rucola dopo averla mondata ed asciugata.
  4. A parte sbattete le uova con il latte ed aggiustare di sale e pepe, poi versare le uova sulle cipolle.
  5. Cuocere la frittata a fuoco dolce
  6. Servire la frittata calda o fredda a piacimento, questa fritta si può gustare come secondo piatto, oppure come antipasto se tagliata a striscioline o quadratini.

NB: Girate la frittata solo quando vedete che si sta iniziando a cuocere anche sulla superficie, in questo modo l’operazione sarà molto più agevole.

 

Buon Appetito !!

La Pavlova con Nutella ed amaretti e Vudù

Torta Pavlova con Nutella ed amaretti
Torta Pavlova con Nutella ed amaretti

Ed ecco la seconda ricetta abbinata ad un gioco da tavola, per la rubrica una ricetta per un gioco.

Questa versione della torta Pavlova con Nutella ed amaretti è veramente molto buona, nonostante risulti per gusto ed aspetto completamente differente dall’originale, non ha nulla da invidiare alla versione classica della torta Pavlova con frutti di bosco, qui trovi la mia ricetta.  Questa torta Pavlova ha una meringa al cacao, la panna è arricchita con la Nutella e gli amaretti danno una marcia in più al gusto.

La prima volta che mi sono avvicinata alla torta Pavlova ero molto titubante, non pensavo proprio di essere in grado di riuscire a vincere la sfida con questo dolce. Pensavo che la meringa fosse difficilissima da preparare, è un dolce che necessita di basse temperature e molto tempo per cuocere (più corretto dire asciugare). La cosa più complessa,in realtà, è mantenere candido il colore delle meringhe. Se t’interessa saperne di più sulle meringhe qui trovi la ricetta e i trucchi ed i miei segreti per prepararle senza averne timore 😀 .

Per chi ancora non si sentisse all’altezza, niente paura, la meringa al cacao viene in aiuto di tutti cuochi provetti e non!! L’aiuto viene dall’aggiunta del cacao al composto delle meringhe, grazie a questo ingrediente infatti si supera facilmente la paura di non riuscire a fare meringhe candide come le nuvole.

La torta Pavlova al cioccolato con Nutella ed amaretti è perfetta per le feste di compleanno o nelle cene con molte persone. La sua preparazione è veloce e nel tempo in cui la meringa è in forno ad asciugare e poi si fredda, si ha tutto il tempo per seguire il resto del menù della serata… cosa che io personalmente apprezzo parecchio 😛

 

Lista della spesa

  • 4 albumi – io biologici
  • 100 g di zucchero a velo setacciato
  • 120 + 30 g di zucchero semolato setacciato
  • 15 g di cacao amaro setacciato – io biologico
  • 1 pizzico di sale – io sale dolce di Cervia
  • 500 ml di panna fresca
  • 3 cucchiai colmi di Nutella
  • 7 + 3 amaretti
  • 30 g di cioccolato fondente al 72%

 

Cuciniamo

  1. Versare gli albumi (facendo attenzione che non ci siano tracce di tuorlo) con un pizzico di sale in una ciotola resistente al calore (io ho utilizzato quella in acciaio inox della planetaria) e scaldateli a bagnomaria per 2-3 minuti.
  2. Poi montarli con la planetaria unendo 110 g dello zucchero (semolato ed a velo), dopo circa 5 minuti aggiungere gli altri 110 g di zucchero (semolato ed a velo) e il cacao amaro un cucchiaio alla volta. Montate la meringa per altri 10 minuti, fino a ottenere un composto lucido e molto sodo.
  3. Preriscaldate il forno a 150°.
  4. Disporre la meringa su una teglia rivestita con carta da forno creando un guscio concavo di circa 16-18 cm di diametro.
  5. Cuocere la meringa in forno per circa un’ora e lasciarla raffreddare nel forno con lo sportello semiaperto.
  6. Quando la meringa si sarà freddata, montare con la planetaria la panna con i 30 g di zucchero fino a che risulta ben soda.
  7. Versare in un contenitore per microonde la Nutella e passarla al microonde a 360 Watt per 1 minuto.
  8. Aggiungere la Nutella alla panna girando sempre dal basso verso l’alto, amalgamando in modo sommario i due ingredienti, per creare un effetto marmorizzato.
  9. Sbriciolate sulla meringa, spostata precedentemente su un piatto da portata, 7 amaretti e spalmarvi sopra la panna farcita.
  10. Sminuzzare il cioccolato fondente e spolverizzarlo sulla panna, per ultimi sbriciolare gli ultimi 4 amaretti sulla panna.
  11. Riporre in frigo fino al momento di servire.

… Dopo cena, si gioca!

Già ma a che si gioca?? siamo in tanti ……. mmm…… ma è semplice a Vudù!! Che fra l’altro è dei miei giochi preferiti. 😉 Abbiamo anche l’espansione che porta i giocatori da 6 a 8 😀 😀

Questo party game a mio avviso è un gioco salva affetti perché giocandoci, oltre che a divertirsi moltissimo, ci si toglie qualche sassolino dalla scarpa, ed in questo modo si salvaguardano i rapporti con i propri affetti… il che non guasta! 😛

Per chi ci capisce un party game è quella categoria di gioco per un elevato numero di giocatori che facilita l’interazione fra le persone intrattenendole in modo divertente, con regolamenti semplici e strategie non troppo complesse.

Vudù è un gioco tutto italiano, dai creatori al disegnatore alla casa editrice. Il gioco base lo danno per 30 minuti di durata è da 3 a 6 giocatori dagli 8 anni in su.  Con l’espansione Ninja

Vudù
Vudù

contro Pigmei il gioco amplia il numero di giocatori a 2-8. Mentre la seconda espansione Double Trouble porta il numero di giocatori fino a 12, introducendo il gioco di coppia oltre che a nuove regole. A novembre uscirà la nuova espansione Barbari contro Zombi che porterà due nuove scuole di magia: le virulente magie zombi e le cocciute maledizioni barbare. Mentre le prime due espansioni aumentano le maledizioni da lanciare, oltre che ad aumentare i giocatori, Barbari contro Zombi andrà a stravolgere il sistema di rottura delle maledizioni.

Qualcuno leggendo fin qui potrebbe dire Maledizioni?!?!? Come Maledizioni, ma state scherzando??? … Che storia è mai questa??!??!?? Eh si, come ti suggerisce il nome del gioco, questo è un party game dove si lanciano maledizioni. Aspetta aspetta,  non ti preoccupare, anche se effettivamente nella scatola troverai una bambolina vudù, le maledizioni che lancerai sono assolutamente innocue e senza effetti collaterali. Le maledizioni che vi scaglierete a vicenda costringeranno tutti i giocatori colpiti a subirne gli effetti per il resto della partita (a meno che decidano di romperle).

Vudù è edito da Red Glove, sul loro sito viene presentato così: In Vudù i giocatori vestono i panni dei più perfidi stregoni di tutti i tempi che a colpi di maledizioni dovranno rendere letteralmente impossibile la vita agli altri avversari, che saranno costretti a giocare sibilando ogni parola, saltellando su un piede, con la testa sul tavolo, con le braccia incrociate… Il gioco è semplicissimo: tira i dadi, lancia le maledizioni, e osserva i tuoi avversari fare versi esilaranti e assumere posizioni impossibili!
Vuoi un assaggio delle maledizioni che puoi lanciare? Eccolo qui:

Maledizioni
Elium Orator: Il bersaglio deve parlare in falsetto
Zoppyn: Il bersaglio deve stare su una gamba sola
Diveny Dundee: Prima di lanciare i dadi il bersaglio deve chiocciare come una gallina
Hakuna Matata: Tutti i giocatori senza vudù devono fischiettare un motivetto allegro

Maledizioni permanenti
Gasato: Prima di lanciare i dadi, alzati e fai gesti di vittoria rivolgendoti a dei fan immaginari. Se non lo fai, in questo turno puoi usare solo 3 dadi
Vudu Got Talent: Ogni volta che peschi un artefatto canta il ritornello di una canzone (ogni volta una canzone diversa). Se non lo fai, scarta l’artefatto

Artefatti
Bambola veramente brutta: Gioca e scarta nel turno di un avversario. Quando sei il bersaglio di una maledizione urla di terrore. Il giocatore che ha lanciato la maledizione deve scegliere un altro avversario
Spettro di Buggerus: Gioca e scarta nel tuo turno. Esegui l’effetto prima di mettere la carta sul tavolo. Indica un punto a caso e urla “Un Fantasma!” se qualcuno si gira, fai due punti

Non so a te, ma a me queste maledizioni fanno veramente ridere e pensare che sono solo una piccola selezione fra quelle che ci sono nella scatola, il divertente sta nel lanciarle a chi fra gli avversari ha maledizioni che entrano palesemente in contrasto con quelle che subisce. In questo modo si costringono gli avversari a romperne una o più di una. La cosa interessante è che i punti si prendono sia quando si lancia una maledizione sia quando l’avversario colpito la rompe.
Le maledizioni devono essere eseguite e rispettare dal giocatore di turno prima del lancio o del passaggio al giocatore successivo dei dadi e della bambola vudù. Da questo si capisce che ogni giocatore si deve preoccupare di passare sia i dadi che la bambola vudù al giocatore successivo. Nel momento in cui si passa la bambola vudù il turno del giocatore è finito, e diventa a sua vota bersaglio di maledizioni.

La persona appena colpita da una maledizione non può essere nuovamente colpita… te piacerebbe eh? 😛 In questo modo si evita l’accanimento contro il singolo.

Il turno di gioco si svolge tirando i 5 dadi, ogni faccia del singolo dado rappresenta un ingrediente che serve per attivare ossia giocare la maledizione. Il giocatore di turno deve combinare gli ingredienti ottenuti per lanciare una delle maledizione che ha in mano. Se il giocatore non è soddisfatto del risultato, può decidere di rilanciare i dadi, ma deve rinunciare a un dado, e così ogni volta che decide di lanciare i dadi. Si! Hai ragione questo gioco è pregno di una sorta di allegra perfidia, ma è fantastico proprio per questo :P.  Dopo il tiro dei dadi si possono lanciare le maledizioni, oppure acquistare artefatti o altre maledizioni.

Questo è un gioco per famiglie o gruppi di amici, adatto sia a persone che non giocano abitualmente a giochi da tavolo sia a giocatori consumati.  La meccanica è semplice e di facile comprensione: lanci i dadi, lanci le maledizioni e fai punti, acquisti maledizioni o artefatti passi i dadi, passi il vudù . Dicono che l’unica limitazione di questo gioco sia la compagnia che deve essere quella giusta, in realtà secondo me tutti i giochi soffrono di questo limite. Il gioco, come la cena o il film possono essere il più bello del mondo, ma se le persone con cui si vivono queste esperienze non sono disposte a mettersi in gioco ed a prendersi in giro, diventa una prova molto complessa. Io ricordo ancora di aver fatto un’intera partita in ginocchio, senza poggiare i piedi per terra (e non ricordo che altra maledizione m’affibbiarono), ho fatto TUTTA la partita sulle rotule, che maleeee!! E non sai come mi dolevano per i 4 giorni successivi…  Ma non gliel’ho data vinta manco per niente, non ne ho rotta nemmeno una!! Tiè!! 😛 😛 😛  Ma ci credi che è stata una delle partite più divertenti che ho fatto a questo gioco?

Beh io credo di averti detto tutto, se ho dimenticato qualcosa… sai c’è sempre il regolamento nella scatola 😉

Non mi resta che dirti Buon Appetito e Buon Gioco!!

Paletta Biellese con carote e Minotauro la birra Extra Stout

Paletta Biellese con carote e birra extra stout
Paletta Biellese con carote e birra extra stout

La Paletta Biellese con carote e birra extra stout è un piatto che può essere servito sia caldo che freddo. Ideale per una cena con gli amici è un piatto adatto sia come un gustoso antipasto oppure come un saporito secondo piatto di carne, si può preparare in anticipo per poi servirla fredda o scaldata al momento.

La Paletta Biellese è un classico della tradizione e della cultura culinaria del territorio biellese. La paletta è un salume tipico biellese, ricavata dalla scapola di suino italiano maturo.
Secondo l’antica tradizione biellese, la carne viene salata e aromatizzata, lasciata riposare per alcune settimane e massaggiata affinché sale e spezie penetrino nelle carni. Una lenta stagionatura permette di ottenere le caratteristiche organolettiche tipiche della tradizione. Una curiosità la Gabba Salumi è membro dell’Associazione Produttori Biellesi di Paletta.

La Paletta Biellese precotta si può preparare sia in forno sia immergendola nella sua confezione originale e cuocerla come un cotechino. Io ho deciso di cucinarla al forno con le carote e la birra, per ottenere una salsa da accompagnamento ancora più saporita dagli umori di cottura.

 

Lista della spesa per una Paletta Biellese

 

Cuciniamo

  1. Togli la paletta dall’involucro originale e adagiala in un teglia da forno in cui avrai versato l’olio.
  2. Monda e taglia in tre parti le carote e disponile nella teglia vicino alla paletta.
  3. Versa sulla paletta e sulle carote la birra extra stout.
  4. Accendi il forno e portalo a 200° quindi inforna la teglia.
  5. Fai cuocere per 30 minuti.
  6. Al termine sforna e quando sarà fredda taglia la paletta a fettine.
  7. Frulla grossolanamente il sughetto di cottura con le carote, otterrai una deliziosa salsa per accompagnare la tua paletta.

Buon Appetito !!

Ricetta, trucchi e segreti per le Meringhe fatte in casa, buone come in pasticceria!

Meringhe: ricetta, trucchi e segreti
Meringhe: ricetta, trucchi e segreti

La meringa o spumiglia è una delle ricette di base della pasticceria, è un buonissimo dolce friabile a base di albume e zucchero. Le meringhe si gustano da sole o sono da utilizzare per decorare torte o gelati.

Questo dolce può risultare complicato da realizzare in casa a causa del delicato equilibrio che ci deve essere fra gli ingredienti, la temperatura del forno e i tempi di cottura. Nonostante ciò è un dolce che offre grandissime soddisfazioni una volta che preparato si assaggia e si offre ad amici e parenti, difatti rimangono tutti a bocca aperta quando si dice che sono fatte in case.

La meringa un dolce tipico della cucina italiana, della cucina francese, della cucina tradizionale in Sarda e non solo.

La meringa può essere fra gli ingredienti di molti altri dolci, come ad esempio la base per la torta Pavlova o della meringata. Le meringhe più classiche hanno la forma di un ciuffo. Spesso vengono accoppiate, schiena contro schiena e farcite con panna montata o cioccolato, poi posate in pirottini di carta.

La meringa generalmente è bianca, ma può essere colorata con dei coloranti alimentari o con l’aggiunta di cacao o cannella grazie ai quali viene anche aromatizzata, ma può essere aromatizzata anche con vaniglia o gocce di limone.

La sensazione che si prova quando si preparano le meringhe in casa è di un meraviglioso senso di gratificazione. La prima volta che si preparano le meringhe e si apre il forno, quando si sente la loro “croccantezza” nonché friabilità, si sente che si sgretolano fra le dita nel sentirle secche al punto giusto” con la loro fragilità e la loro semplice eleganza, si dicono solo tre lettere WOW! Quando le ho preparate la prima volta mi sono sentita come il pavone quando fa la ruota, mi sentivo un vero chef stellato!!

Sulle meringhe e la loro preparazione si potrebbe scrivere un libro,esistono molte varianti della ricetta della meringa nella pasticceria europea esistono tipi diversi di meringa: la meringa ordinaria o meringa francese, la meringa italiana e la meringa svizzera.

La meringa ordinaria o francese è la più comune in Italia, in Francia viene usata di rado, è la tipica meringa che si  può acquistare sia in pasticceria che in panetteria. Per prepararla si separano con grande cura gli albumi dai tuorli, è di fondamentale importanza che non siano presenti tracce di tuorlo, quindi si aggiunge lo zucchero. Si monta l’impasto ripetutamente per circa un quarto d’ora con una frusta da cucina, meglio con le fruste elettriche, perfetto con la planetaria (se si ha a disposizione). Quando gli albumi si gonfiano, diventando spumosi e bianchi questo è quello che vuol dire montare le chiare a neve ferma. Si riconosce che la meringa è pronta per andare in forno dal fatto che il composto è lucido e perché, capovolgendo il contenitore, resta fermo dov’è senza cadere giù.
Una volta che gli albumi hanno raggiunto la giusta consistenza, si trasferisce in una tasca da pasticciere e si spreme su una placca da forno. La meringa può avere una forma a schiaffo cioè con un piccolo cumulo a punta, oppure a piattino ossia a forma di disco piatto. Le meringhe devono cuocere, per ore, a temperature bassissime; questo tipo di cottura viene spesso definito a forno dolcissimo. L’ideale sarebbe far cuocere le meringhe per 3 ore a forno leggermente aperto, a 60-70 gradi.

La meringa più che cuocere deve asciugarsi, alcuni cuochi la tengono per un’intera notte nel forno spento con solo la lampadina del forno stesso accesa. Il lievissimo calore della lampadina e la naturale evaporazione sono sufficienti a seccare il composto. Le meringhe francesi quale sia il metodo di cottura scelto devono risultare completamente asciutte, bianche, leggerissime ed estremamente friabili.

La meringa italiana a dispetto del nome è tipica della Francia, in Italia è usata più raramente. La meringa italiana si usa come fosse una crema per farcire dolci come ad esempio la zuppa inglese meringata. Generalmente si utilizza in preparazioni senza cottura come mousse e semifreddi, per il suo gusto delicato che permette di non coprire gli altri sapori. Nella meringa italiana si separano gli albumi dai tuorli e si montano a neve ferma. Poi si cuoce lo zucchero unito ad acqua, deve raggiungere una temperatura di 121°. Pizzicando il composto (dopo aver bagnato le dita in acqua fredda), si deve ottenere un filo consistente. A questo punto si versa lo sciroppo ottenuto a filo nel contenitore dove le chiare d’uovo stanno montando (almeno da 7-8 minuti) e si continua a montare. Il prodotto ottenuto, verrà lasciato riposare per una mezz’ora prima dell’utilizzo.

Nella meringa svizzera si separano gli albumi dai tuorli, si mettono in una casseruola di rame stagnato ( la bastardella) con lo zucchero. Si sposta la casseruola sul fuoco e si sbatte il composto sino a che abbia raggiunto i 60°. Si ritira dal fuoco e si termina di montare per poi cuocerlo in forno in forme varie. Cuoce a temperatura molto più alta della meringa ordinaria: 120°-140° contro 40°-60°.

La meringa sarda ha l’aggiunta delle mandorle, mentre quella marocchina ha l’aggiunta della granella di nocciola.

 

Per la preparazione delle meringhe è indispensabile l’utilizzo di fruste elettriche, meglio ancora se avete a disposizione una planetaria. Montare gli albumi a mano non solo risulta molto più faticoso, ma oltretutto si rivelerebbe una preparazione decisamente lunga ed impegnativa.

Anche se l’ho già detto: è di fondamentale importanza che non siano presenti tracce di tuorlo negli albumi, quando si separano le due parti dell’uovo.

Le meringhe temono l’umidità, una volta fredde riporle in una scatola di metallo, io la fodero con carta da forno, si manterranno a lungo fragranti e friabili.

 

Lista della spesa

  • 4 albumi
  • 250 g di zucchero semolato
  • Qualche goccia di limone
  • Gocce di cioccolato fondente a piacere

 

Cuciniamo

  1. Montare gli albumi, che io uso freddi di frigo, insieme con metà dello zucchero semolato e 4/5 gocce di limone (che serve a non farle scurire), servendovi della planetaria e aumentando pian piano la velocità; quando risulteranno sodi, aggiungete lo zucchero rimasto continuando a montare. Il composto è pronto, quando è bianco sodo e lucido.
  2. Trasferite il composto in una tasca da pasticciere utilizzando una bocchetta rigata o liscia a seconda dell’effetto che volete ottenere, formate dei ciuffetti d’impasto della stessa dimensione adagiandoli sulla placca del forno precedentemente ricoperta di carta da forno .
  3. Versate le gocce di cioccolato fondente sopra le meringhe, facendolo molto delicatamente.
  4. Infornare a 100° per un tempo minimo di 2 ore, controllare spesso la cottura, quando prendendone una in mano tende a sgretolarsi e risulta asciutta internamente, le meringhe sono pronte!
  5. Io tengo chiuso il forno, anche perché dovendo spesso controllare la cottura, l’umidità esce aprendolo.
  6. Si può abbassare la temperatura del forno a 85°, in questo modo aumenta il tempo di cottura.
  7. L’importante è non alzare la temperatura poiché lo zucchero caramellerebbe e le meringhe si scurirebbero.

 

Buon Appetito!!

La Torta Pavlova per chi ama la panna le meringhe e i frutti di bosco

Torta Pavlova con frutti di bosco e gocce di cioccolato
Torta Pavlova con frutti di bosco e gocce di cioccolato

La famosa Torta  Pavlova è una torta tipica della Nuova Zelanda e dell’Australia. La tradizione vuole la nascita di questa torta in un hotel di Wellington in Nuova Zelanda il cui chef nel 1926 avrebbe creato questa magnifica torta per la ballerina russa Anna Pavlova, che negli anni ’30 era  aveva fatto una tournée in Australia e Nuova Zelanda, si dice che questo chef rimase talmente affascinato dalla bellezza di questa ballerina che volle inventare questo etereo dolce in suo onore .
Tuttavia l’attribuzione non è totalmente accertata e alcuni tendono a portare nello stesso periodo la creazione di questa torta in Australia.

La torta Pavlova, una torta nella sua versione originale fatta di meringa, crema pasticcera panna e lamponi, io in questo post vi darò la mia versine della Mia Torta Pavlova senza crema pasticcera.
Questa torta, dall’apparenza davvero eterea e sublime, è molto ambiziosa sia alla vista sia quando si assapora boccone dopo boccone.

La consistenza risulta in bocca quasi impalpabile, difatti la sua caratteristica è che si scioglie ad ogni boccone, è così friabile e soffice che se dovessi descrivervi la sensazione che provo mangiando la Pavlova direi che è un po’ come gustare candide nuvole, si avete letto bene proprio nuvole, perché solo le nuvole mi ricordano la sensazione che provo quando mangio questa torta che non smentisce la sua fama e risulta veramente eterea e sublime quasi come una ballerina di danza classica.

Se come me amate le meringhe la panna e la frutta questa torta non può mancare nei vostri menù delle grandi occasioni.

Per la preparazione di questa torta è indispensabile l’utilizzo di fruste elettriche, meglio ancora se avete a disposizione una planetaria. Montare gli albumi a mano non solo risulta molto più faticoso, ma oltretutto si rivelerebbe una preparazione decisamente lunga ed impegnativa.

Lista della spesa

  • 4 albumi
  • 250 g di zucchero semolato
  • 500 ml di panna fresca
  • 1 confezione di more da 125 gr
  • 1 confezione di mirtilli da 125 gr
  • 2 confezioni di lamponi da 125 gr
  • 40/50 g di gocce di cioccolato fondente

 

Cuciniamo

  1. Montare gli albumi a neve insieme a metà dello zucchero semolato, nella planetaria aumentandone pian piano la velocità.
  2. Quando gli albumi inizieranno a “solidificare”, aggiungere lo zucchero restante. Il composto è pronto, quando è bianco sodo e lucido.
  3. Trasferite il composto in una tasca da pasticciere utilizzando una bocchetta larga e liscia, su una placca da forno precedentemente ricoperta di carta da forno, formare due dischi del diametro di circa 20 cm.
  4. Cuocere in forno preriscaldato a 100 °C per circa 2 ore e mezza, quindi sfornate e lasciate raffreddare.
  5. Sciacquare con cura i frutti di bosco ed asciugarli con delicatezza.
  6. Montare la panna, quando i dischi di meringa saranno freddi posizionare il primo disco, sarà la base del dolce, su un  piatto largo meglio se da portata, coprirlo con 1/3 della panna montata, quindi aggiungere i 1/3 dei frutti di bosco e circa la metà delle gocce di cioccolato fondente.
  7. Posizionare sopra alla panna farcita il secondo disco di meringa e decorare con la panna montata, mettere il resto dei frutti di bosco e le gocce di cioccolato.
  8. Riporre la torta in frigo e lasciarla fino al moneto di consumarla.

 

Buon Appetito!!

Ricetta svuotafrigo: Passato di verdure con limone e Maasdammer

passato-di-verdure-ricetta-svuotafrigo-cooking-dona
Passato di verdure ricetta Svuotafrigo

Cos’è una ricetta svuotafrigo? È una ricetta che si prepara con gli avanzi di cibo, ma anche con piccoli quantitativi di un ingrediente che è rimasto nel nostro frigo per qualche giorno di troppo ed anche come avanzi da ricette precedenti.

Le ricette sfuotafrigo generalmente possono essere preparate con tutti gli ingredienti, generalmente di utilizzano affettati, formaggi, verdure o frutta, ma anche biscotti (io ho un barattolo di vetro a cerniera dove tengo tutte le briciole o pezzetti di biscotto), cioccolata, ho anche utilizzato gli avanzi di farine differenti per svuotare i barattoli.

Molto spesso per evitare gli sprechi e svuotare il frigo nascono delle ricette che in modo totalmente inaspettato risultano davvero molto gustose e piene di fantasia.

In questo caso avevo dell’insalata da qualche giorno, rimandavo sempre ad includerla nel pranzo o nella cena, perché sta iniziando a scendere la temperatura ed inizio a preparare creme e zuppe, oggi per non sprecarla ho deciso di cuocerla e preparare un passato di verdure.

Ho preparato il passato di verdure con insalata gentilina ed iceberb, carote e il succo di mezzo limone. Questo passato di verdure è perfetto per chi ama i sapori amarognoli, per ingentilirne il gusto ho aggiunto una dadolata di Maasdammer.

Le dosi e gli ingredienti possono essere modificati a seconda di cosa si ha in frigo

Lista della spesa per 4 persone

  • 1 cespo di insalata gentilina piccolo oppure 1/2 grande
  • 1/4 di cespo d’insalata iceberg
  • 2 carote
  • Il succo di mezzo limone
  • Maasdammer a piacere – io ho utilizzato il fondo di una fetta
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 cipolla dorata
  • Una spolverata di dado vegetale granulare per insaporire – io il mio
  • Coriandolo in polvere – io Cannamela
  • Olio evo 3 cucchiai
  • Basilico tritato a piacere per guarnire
  • Sale se necessario
  • 600 ml di acqua

 

Cuciniamo

Per una versione più saporita:

  1. Preparare in una padella dai bordi alti un soffritto con olio, l’aglio e la cipolla tagliati a fettine e le carote tagliate a rondelle.
  2. Quindi aggiungere tutta l’insalata lavata, ma non asciugata tagliata a fettine, coprire col coperchio e lasciar cuocere.
  3. Quando l’insalata è appassita aggiungere l’acqua, il dado granulare vegetale, il succo di limone il coriandolo e l’olio evo, lasciar cuocere a fuoco vivo per 5-10 minuti, poi frullare con un frullatore ad immersione.
  4. Tagliare a dadini piccoli il Maasdammer.
  5. Spegnere il fuoco, versare nei piatti fondi aggiungere il Maasdammer, il basilico precedentemente tritato, un giro d’olio evo e servire

 

Per una versione più leggera

  1. Versare l’insalata, l’aglio, la cipolla e il dado granulare vegetale in un tegame  assieme all’acqua e far cuocere, quando l’insalata è appassita aggiungere il coriandolo e il succo di limone.
  2. Far cuocere per circa 10 minuti e frullare con un frullatore ad immersione, aggiungere un po’ d’olio evo e far insaporire.
  3. Nel frattempo tagliare a dadini piccoli il Maasdammer.
  4. Spegnere il fuoco, versare nei piatti fondi aggiungere il Maasdammer, il basilico precedentemente tritato, un giro d’olio evo e servire.

 

Buon Appetito !!

Pollo all’ananas

pollo-all-ananas-cooking-donaIl pollo all’ananas è un piatto molto apprezzato più nelle cucine orientali, in particolare la cucina cinese, più che nella cucina italiane. L’accostamento frutta e carne, non è amato da molte persone. Sebbene i due sapori del pollo e dell’ananas si abbinano perfettamente, creando un sapore agrodolce che unisce il gusto orientale a quello esotico. Come se non bastasse la preparazione di questo piatto risulta molto semplice e rapida.

Il pollo all’ananas è sicuramente uno dei miei indiscussi cavalli di battaglia, una pietanza più che collaudata, sono davvero tantissimi anni che preparo questo piatto, difatti è uno dei primi piatti che ho imparato a cucinare. Quando lo presento ha sempre lo stesso grande successo con grandi e piccini.

Il pollo all’ananas, seguendo la mia ricetta ha sempre lo stesso sapore, per questo nei miei menù è una costante che non ha deluso né me né i miei ospiti.

 

Lista della spesa

  • 1 petto di pollo
  • 1 confezione di ananas in scatola al naturale
  • Una noce di burro o margarina – io uso il burro chiarificato
  • Farina quella che preferite tipo 0, farina di semola o farina di riso q. b.
  • Sale e pepe
  • 1 bustina grande per congelare gli alimenti

 

Potete anche utilizzare l’ananas con sciroppo, il piatto risulterà ancora più buono anche se risulta molto più calorico.

Per infarinare nel modo migliore il pollo senza sprechi e senza sporcare, tagliare il petto di pollo a bocconcini, metterlo nella bustina per alimenti assieme alla farina chiuderla ed agitare. In questo modo “impanerete” il pollo in modo uniforme. Quest’idea secondo me geniale è di mia mamma sono anni che utilizziamo questa tecnica con piena soddisfazione

 

Cuciniamo

  1. Tagliare il petto di pollo, tagliarlo in piccoli bocconcini ed infarinarlo, versandolo nella bustina per alimenti.
  2. Fare sciogliere in una padella antiaderente il burro salate e pepate il burro.
  3. Versate il pollo e mescolate bene in modo da salare e pepare tutti i bocconcini di carne.
  4. Nel frattempo tagliare le fettine di ananas a cubetti, io in genere lascio nella scatola 3 fette.
  5. Quando il pollo è quasi cotto versare l’ananas e mescolare.
  6. In ultimo aggiungere il succo, lasciando nella scatola il succo che serve per ricoprire le fette di ananas.
  7. Mantecare finché si ottiene una salsina caramellata.
  8. Servire caldo

 

Buon Appetito !!